Talks Economia circolare

Funghi e architettura fuori di Salone

 By Paola Arpino
Economia circolare

C’era una volta l’hortus conclusus, tipico giardino medievale, nato nei monasteri, dove si coltivavano piante alimentari e medicinali. Cinto da quattro alte mura, che lo isolavano dal mondo esterno, lo spazio chiuso del giardino, rappresentava un luogo protetto, dove la natura ritrovava la condizione originaria della creazione e le idee potevano germogliare, espandersi liberamente e magari cambiare il mondo…

Saverio Panata: la storia del "The Circular Garden"

Ed è proprio dall’immagine dell’orto medioevale che Carlo Ratti, fondatore dello studio di design e innovazione Carlo Ratti Associati e direttore del MIT Senseable City Lab, ha tratto ispirazione creando per Eni un’opera architettonica capace di rappresentare il tema con cui torna quest’anno al Fuorisalone di Milano: l’economia circolare.
Nel ruolo di co-producer della mostra “INTERNI Human Spaces”, a Milano dall’8 al 19 aprile, Eni presenta all’interno dell’Orto Botanico di Brera, nel cuore di Milano, il “The Circular Garden”, ideato da Ratti come esempio di architettura sostenibile.

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Il "The Circular Garden", presentato da Eni quest'anno, all'interno dell'Orto Botanico di Brera, come esempio di architettura sostenibile

Il “The Circular Garden”

Il “The Circular Garden” è composto da una serie di grandi archi, alti fino a 4 metri, costruiti utilizzando il micelio, materiale organico costituito dalle radici fibrose dei funghi. Al termine dell’esposizione, queste strutture torneranno alla terra, utilizzate come fertilizzante.
In natura il concetto di rifiuto non esiste e dove lo scarto di un essere vivente viene recuperato da un altro, per creare nuova vita, così avviene nell’economia circolare. I beni prodotti sono pensati per avere una nuova vita grazie all’estensione del proprio utilizzo o con la trasformazione in nuovi prodotti o perché utilizzati come nuove risorse.
È su tali principi, che lo studio Carlo Ratti ha lavorato per sviluppare questo progetto.
Una realizzazione quella di “The Circular Garden”, in grado di offrire la visione di un futuro sostenibile, attraverso un materiale con una sorta di “intelligenza pre-programmata”, che permettesse all’architettura una crescita autonoma e organica.
Nell’ambito del design, il tema di questa edizione della mostra intende ispirare la creazione di nuovi oggetti e processi che ambiscono a migliorare l’esistenza e la convivenza nello spazio.
Ed è questa l’esperienza che il pubblico, visitando “The Circular Garden” potrà vivere in prima persona: perché se anche l’architettura può essere riciclata al 100%, quasi tutto ciò che buttiamo via, in realtà può essere recuperato.

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Quello del "The Circular Garden" è un esempio di architettura riciclabile al 100% (Marco Beck Peccoz)

Un concetto insito nella realizzazione della struttura, che Ratti ci racconta in un’intervista.

D. Per richiamare il concetto di “economia circolare” ha individuato nel micelio il materiale organico adatto alla costruzione di una struttura architettonica: ci racconta come è nata questa intuizione?

L’intuizione è nata proprio durante una visita all’orto botanico, luogo che da sempre si lega a una certa dimensione di “circolarità”. L’orto non soltanto è il luogo da dove vengono i prodotti alimentari. Se pensiamo all’orto medievale, gli scarti che avanzavano dalle tavole diventavano poi concime, secondo una perfetta pratica di economia circolare. Qualche mese fa, durante una passeggiata nell’orto botanico, abbiamo notato dei piccoli funghi che spuntavano dal terreno: da lì è partita l’idea di un’architettura che crescesse e si sviluppasse quasi come un elemento naturale. Ed è così che, per realizzare l’installazione all’interno dell’orto botanico, siamo arrivati a coltivare quasi 1 kilometro di micelio.

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L'Orto Botanico di Brera ha accolto all'interno del proprio spazio quasi 1 kilometro di micelio (Marco Beck Peccoz)

Come pensa un visitatore possa percepire un proprio spazio all’interno dell’esposizione e cosa vorrebbe si “portasse a casa” a fine visita?

Siamo di fronte a un’architettura che sta a metà tra l’organico e l’inorganico: ci piacerebbe che ogni visitatore potesse tornare a casa più consapevole sul significato dell’economia circolare. Al Fuorisalone si vedono tantissime installazioni che al termine della design week finiscono tutte in discarica. Nel caso di “The Circular Garden”, tutto quello che noi facciamo si trasformerà in concime: quel che nasce dalla terra, come il micelio, tornerà alla terra al termine della mostra. Si vuole offrire una nuova prospettiva su processi circolari di trasformazione e riutilizzo.

Si punta molto sulla tecnologia per aiutare l’economia circolare: una stessa esibizione nel giardino botanico del 2050, come la immaginerebbe?

La immaginerei sempre in micelio, ma con una sostanziale differenza: se oggi siamo stati noi a dare forma alle strutture, nel futuro saremo riusciti a riprogrammare il DNA di questo materiale organico, in modo che sia il micelio stesso a creare una specifica architettura secondo le nostre esigenze.

Dall’Orto Botanico di Brera, le idee prendono vita e si trasformano

Immagine di copertina di Marco Beck Peccoz

The Circular Garden – Fuorisalone 2019 galleria fotografica (di Marco Beck Peccoz)

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informazioni sull'autore
Paola Arpino
In viaggio con me stessa, attraverso Roma, Londra e Milano, nasco e mi riciclo accarezzando sempre un sogno…quello di scrivere.