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Lo chiamavano Golden Boy

 By Eniday Staff

La nazionale, Antonio Conte, la rivelazione Islanda, la rivalità con Sandro Mazzola e l’epica di Italia-Germania (alla vigilia dell’ennesima sfida) nei ricordi di Gianni Rivera, passato alla storia come primo Pallone d’oro italiano (1969) nonché ventesimo nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla IFFHS. Nello stadio degli dei, l’Azteca del mondiale di Messico 1970, Rivera è diventato una divinità del calcio moderno regalando agli Azzurri, con un suo goal, la finale mondiale. Ma, soprattutto, regalando al mondo la “partita del secolo”: Italia-Germania 4-3…

(Intervista a cura di Andrea Andreoni, Fabio Cesaro e Giulia di Martella Orsi)

Dal debutto all’Alessandria, ai trionfi con il Milan, sino alla vittoria dell’Europeo con la maglia della nazionale nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970. Un calciatore, un uomo, un mito calcistico. In una parola il Golden Boy Gianni Rivera.

Quest’Italia, in particolare quella con la Spagna, come le è sembrata? Come le è parsa?

Mi sembra che abbia fatto un’ottima partita, sia la prima che l’ultima giocata con la Spagna direi che intanto… si sono comportati bene, erano messi bene sul campo.

In particolare chi l’ha colpita?

Tutta la squadra ha giocato bene, ognuno ha dato il suo contributo… (ogni calciatore) sappiamo quanto vale. Tutta la squadra si è mossa in sintonia.

Mario Balotelli, autore dei due goal con cui l'Italia ha sconfitto la Germania nelle semifinali di Euro 2012...

Adesso però ci tocca la Germania….

La partita sarà sicuramente più difficile perché la squadra tedesca è una squadra molto più giovane e anche fisicamente più forte che può contare su dei giocatori con una buona tecnica. Però se l’Italia gioca come ha giocato contro la Spagna e il Belgio può fare una bella figura anche contro i tedeschi e giocarsi la partita.

Qual è il giocatore della Germania che teme di più?

Contro la Germania bisogna preoccuparsi di tutta la squadra, non c’è un giocatore solo. Non ci sono giocatori del livello del passato però ci sono dei buoni giocatori che hanno una buona tecnica…. quindi tutti sono da temere.

Lei nella Nazionale di oggi vede un Gianni Rivera?

No, non è possibile fare paragoni, ognuno ha le proprie caratteristiche, la propria personalità e non si possono mai fare paragoni.

Tutti i goal di Italia-Germania 4-3 a Messico '70, la partita del secolo

La partita con la Germania più difficile che lei ricordi quando giocava?

Con la Germania le partite sono sempre difficili perché sono una delle squadre da sempre ai massimi livelli. È sempre stata una squadra di grandi qualità e capacità poi è chiaro che qualche volta può trovare delle squadre più forti e… ultimamente l’Italia lo è stata. Speriamo che si continui così anche la prossima volta.

Qual è la Nazionale italiana più forte che ricorda?

I tempi cambiano … ogni essere umano vale per come gioca nel periodo in cui gli tocca di giocare e non si può fare un paragone se è meglio uno degli anni ‘30 o uno degli anni ‘60.

Ma una grande sorpresa di questa nazionale, non trova che sia Giaccherini?

No, non è stata una sorpresa perché si è conquistato la convocazione e anche il fatto che sia stato scelto come titolare lo conferma. Quindi vuol dire che di qualità ne aveva. Le sorprese a quei livelli è difficile vederle. Per far indossare la maglia azzurra non ci si deve accontentare mai.

L'urlo di Marco Tardelli, Italia Germania 3-1 e azzurri campioni del mondo 1982

Un consiglio da dare ai nostri per la partita di sabato?

Sanno già benissimo da loro, ci pensa Conte…

É un grande allenatore per lei Conte?

Lui tiene unita la squadra, si mette in gioco in prima persona, dà un grande contributo anche in questo senso, quindi certamente sì.

In questo Europeo, oltre alla Germania, qual è secondo lei un avversario davvero da temere?

Chi passa il turno e continua a vincere vuol dire che ha qualcosa in più delle altre quindi da un certo punto di vista possiamo dire che sono tutte da temere, quelle che contano. Ormai il cerchio si sta stringendo. Intanto però cominciamo a preoccuparci della Germania, poi penseremo alle prossime.

Italia-Germania 2-0, semifinali mondiali 2006

Le è piaciuta l’Islanda vittoriosa con l’Inghilterra e non solo?

Purtroppo non l’ho vista. Mi hanno detto che ha fatto una grande partita. In ogni caso è bello vedere a che livello è arrivata: è una squadra che si è conquistata i suoi spazi laddove sembrava impossibile e questo è un bel messaggio insomma. In un paese dove ci sono pochissimi campi e spesso si gioca quasi sul ghiaccio, vederli vincere sui prati rappresenta davvero una bellissima notizia per tutti gli amanti del calcio.

Un’ultima domanda un po’ più personale. Quanto c’è di vero nella rivalità Rivera-Mazzola?

Tra noi c’era rivalità, come è naturale che fosse: lui era il capitano dell’Inter, io del Milan, non potevamo andare d’accordo. Ognuno di noi cercava di far vincere la propria squadra e poi in nazionale, avendo caratteristiche diversissime tra di noi, abbiamo sempre giocato insieme. A parte l’invenzione del Messico della staffetta che non aveva senso e che però andava bene…peccato che poi non l’abbiano fatta in finale.

Non le piaceva la staffetta?

Non aveva nessuna giustificazione tecnica, non si può pensare di fare un staffetta prima che cominci la partita…

 
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