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Quell’energia che accorcia le distanze

 By Corrado Paolucci

Intelligenza artificiale. Robotica. Blockchain. Cloud. Mobility. Big Data. I titoli che stanno cambiando il mondo intero contengono queste parole…

Stanno cambiando la nostra vita, il nostro modo di intendere le abitudini, la cura della persona, la mobilità e persino i rapporti affettivi. Stanno cambiando i modelli di business, accelerandoli ed evolvendoli. Talvolta riducendoli in briciole. Queste tecnologie portano con sé una promessa: un futuro dove tutti potranno accedere a risorse in abbondanza, così da non temere più minacce di scarsità. Ma c’è qualcosa che viene prima e che mi permette di accendere il registratore per iniziare questa intervista a Dario Pagani, EVP Information & Communication Technology Department Eni e Marco Rotondi, Managing Director Eni Congo, intervenuti al Singularity University Summit Italy 2018 per parlare dell’urgenza di un nuovo modello energetico di fronte all’affascinante promessa di un mondo di opportunità per tutti, grazie alle tecnologie esponenziali.
“In un contesto dove le tecnologie esponenziali disegnano teoricamente un futuro di abbondanza per tutti” racconta Dario Pagani “vorremmo far riflettere su alcuni ragionamenti di base. Ci è chiarissimo che le tecnologie cambieranno il mondo, lo stanno già facendo per quanto riguarda la salute, la sostenibilità, il nostro lavoro. E sappiamo anche quali sono. Ne parlano tutti e possiamo  citarne alcune: cloud mobility, big data, soprattutto intelligenza artificiale e blockchain. È necessario, però, parlare di accesso a queste tecnologie e creare i presupposti per fare in modo che sia realmente di tutti e per tutti. Non posso parlare di sviluppo, di cambiamento del mondo se non ho i presupposti, per cui l’accesso all’energia mi abilita a tutto questo.”
Un esempio concreto? “Circa 100 anni fa, nelle campagne pavesi, dove adesso sorge il nostro Green Data Center” continua Pagani “c’erano solo risaie mentre oggi abbiamo il supercalcolatore HPC4. Questo perché avevamo i presupposti giusti: energia sufficiente a mantenerlo.” Qualcosa che viene prima, appunto.

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Le risaie nella valle della Lomellina, a Ferrera Erbognone, Pavia

“L’energia gioca un fattore importantissimo quando parliamo di intelligenza artificiale e di blockchain, abbiamo visto che ad oggi la risorsa scarsa non è tanto l’architettura tecnologica ma è l’energia necessaria per poterle mettere in moto. In estrema sintesi se parliamo di information and communcation technology parliamo di trasformare energia in calcolo, in dissipazione di calore.”

Digital divide

Quindi il problema del digital divide c’entra anche con l’accesso all’energia?
Ci sono due fattori chiave.” spiega Pagani “Il primo è che mancano innanzitutto le infrastrutture. Stiamo parlando di connettività, stiamo parlando di facilità di accesso alla tecnologia. Senza le infrastrutture abilitanti non posso far viaggiare dati, non posso avere accesso alle informazioni, non posso costruire lo sviluppo esponenziale a partire da una tecnologia a basso costo, sempre ammesso che possa averne l’accesso.
L’altro è culturale. Siamo di fronte ad una grandissima trasformazione, lo vediamo nelle nuove generazioni, quelli che sono già nativi digitali che non hanno bisogno del libretto di istruzioni, piuttosto di qualcuno che insegni loro un metodo, un’educazione all’uso.” E poi per noi ormai l’energia è diventata una commodity. Persino quando andiamo al centro commerciale a fare la spesa, la prima cosa che cerchiamo è l’accesso al wifi e un power bank dove poter ricaricare lo smartphone.

Ma per una grande, grandissima fetta di mondo non è proprio così.

Luce in Africa

10 anni fa in Congo, a Pointe Noire, c’erano solo due strade illuminate, un tratto di quella che conduceva all’aeroporto, dove la sera i ragazzi andavano a giocare a calcio perché non c’era luce a casa per studiare, e la strada principale. Per gli altri c’era il buio, a meno di non potersi permettere il diesel per i generatori” racconta Marco Rotondi. “Nel 2010 grazie al gas scoperto offshore abbiamo avviato una centrale elettrica che genera oggi il 60% dell’energia del paese. Era la prima volta che in Congo si decideva di valorizzare il gas, senza esportarlo, per elettrificare il Paese. E grazie a quel gas convertito in energia elettrica Pointe Noire si è trasformata. Energia ha significato possibilità di studiare, apertura di nuove attività commerciali, possibilità di maggiori cure. In una parola: sviluppo. E lo sviluppo continua tuttora con l’installazione in corso della 3a turbina che porterà la potenza installata da 300 a 450 MW. ”

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Un intero continente dove vive circa il 15% della popolazione mondiale consuma solo il 3% dell'energia prodotta nel mondo

L’Africa è un continente dove oggi risiede circa il 15% della popolazione mondiale e consuma solo il 3% dell’energia. E nei prossimi venti anni avrà un altro miliardo di persone in più. Tradotto: per circa 1 miliardo di persone il tema non è lo sviluppo esponenziale della tecnologia, ma l’accesso all’energia, prerequisito fondamentale per la tecnologia stessa.
“L’accesso all’energia” continua Rotondi “per noi è il prerequisito indispensabile per poter parlare di tecnologie, perché solo chi ha energia può avere un futuro.”

Chiudiamo il gap, insieme

La scelta di Eni è in controtendenza:

“Contrariamente ad altre società, noi in Africa abbiamo sviluppato la produzione di gas per il mercato domestico. Lo abbiamo deciso per fare una gara diversa, non quella di uno scattista, ma per guardare in prospettiva. Perdiamo all’inizio ma rischiamo con loro. In questo modo la nostra presenza diventa più sostenibile, innesca fiducia. Oggi diamo energia a 18 milioni di persone con le nostre centrali e settecentomila persone nell’Africa subsahariana sono impegnate in progetti agricoli e si autosostengono. Sono cifre ancora piccole ma aiutano progetti importanti di sviluppo”.

La sfida più grande che tutti noi abbiamo è favorire l’accesso all’energia per chi oggi non ce l’ha. Per contribuire a chiudere quel gap tra nord e sud che ancora divide il mondo.

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Corrado Paolucci
Content Strategy & Newsroom Manager, Eni