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Cilento rinnovabile

 By Anna Volpicelli

Fu il sogno di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso nel 2010 ad Acciaroli (SA), quello di rendere il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, situato nella provincia di Salerno, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, un’oasi energicamente autonoma…

Il progetto, oggi chiamato “New Energy Park Angelo Vassallo”, è diventato una realtà a cui parteciperanno attivamente gli 80 comuni della zona: un’area che si estende per 181.048 ettari tra il Mar Tirreno e la Basilicata. L’iniziativa è stata resa possibile da una serie di collaborazioni, fra cui l’accordo fra ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie e lo Sviluppo Economico Sostenibile) e l’Ente Parco.
“Il programma è in linea con le pratiche sui temi della tutela e della sostenibilità ambientale, che includono una serie di azioni finalizzate a ottenere una completa riqualificazione energetica del parco. Qualche mese fa, per esempio, il parco è diventato il primo in Italia ad adottare una politica di plastic free” – ci racconta Tommaso Pellegrino, Presidente dell’Ente Parco. Un traguardo innovativo e ambizioso che verrà raggiunto attraverso una serie di operazioni, incluso l’impiego di fonti rinnovabili. “Su tutto il territorio abbiamo già presenti una grande quantità di edifici pubblici, sia all’interno del parco sia nei comuni adiacenti, dotati di impianti fotovoltaici integrati,” continua Pellegrino. Nel comune di Sassano, in provincia di Salerno dove il presidente è sindaco, le scuole pubbliche e gli edifici funzionano attraverso l’energia proveniente da pannelli fotovoltaici, cosi come il Centro della Biodiversità all’interno del Parco e le otto caserme del Coordinamento territoriale per l’Ambiente. Per realizzare quest’ultimo progetto, per esempio, il Parco ha ottenuto un finanziamento di 160 mila euro circa da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

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Al via il progetto “New Energy Park Angelo Vassallo” per lo sviluppo ecosostenibile del Cilento

Da una mobilità sostenibile all’idroelettrico

Con i suoi centri storici, le antiche abbazie, i castelli, e la bellezza incontaminata dei suoi paesaggi naturali, il Parco del Cilento racchiude un patrimonio culturale e ambientale. Per mantenere intatta la zona e ridurre il più possibile l’inquinamento dell’aria, l’Ente Parco ha messo in atto un piano di mobilità sostenibile. Gli ottanta comuni, infatti, saranno dotati di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici e mezzi trasporto pubblico a zero emissioni collegheranno le varie località. “Con questa iniziativa contiamo di coprire almeno l’80% dei comuni esistenti nell’area protetta,” spiega Pellegrino.
Gli elementi naturali della zona rappresentano una fonte stessa di energia rinnovabile. I fiumi che attraversano il parco sono delle vere e proprio risorse che vengono usate per produrre energia, fra questi, il fiume Bussento. Nel piccolo e storico comune di Morigerati si trova una delle centrali idroelettriche più famose della zona che utilizza l’acqua del fiume e i deflussi dei torrenti Rio Casaletto e Sciarapolamo. Nella centrale sono stati installati due gruppi di generazione con una potenza di 30 MW e una capacità produttiva di circa di circa 100 GWh/anno. “Quello di Bussento è uno dei progetti più importanti dell’area, ma non è l’unico,” spiega Pellegrino. Sono sette, infatti, le centrali presenti in questa zona del Cilento che fanno parte di quello che viene definito il nucleo Tusciano.

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La vegetazione di un verde intenso, fitta e caratteristica si interrompe solo sulle grosse pietre di colore chiaro modellate dalle fredde e rapide acque del Bussento (commons.wikimedia, Tonyssimo)

Illuminazione a basso consumo

Essendo l’area molto estesa i costi dell’illuminazione e i danni a livello ambientale potrebbero compromettere l’intero progetto. Per questo è stata attuata una illuminante rivoluzione a base di LED. Pioniere della rivolta è stato nel 2008 il piccolo comune di Torraca. Conosciuto come la LED city d’Italia, la cittadina arroccata sul golfo di Policastro, è stata riconosciuta a livello mondiale per la sua innovazione nel settore dell’illuminazione pubblica ottenendo anche il “Premio enti locali per Kyoto 2007“. Il progetto voluto dal sindaco di allora Daniele Filizola è stato reso possibile grazie a un finanziamento di 280 mila euro provenienti da fondi regionali e dalla collaborazione con la Elettronica Gelbison di Ceraso, un’azienda locale, che ha costruito l’impianto. Dal 2008 a oggi, il risparmio energetico ottenuto è notevole, si parla infatti di 65% in meno sul consumo di energia, una riduzione dei costi di manutenzione del 50% e diminuzione del 90% di inquinamento luminoso. L’esempio di Torraca è stato seguito da altre cittadine fra cui quelle di Castelnuovo Cilento, Camerota, Agropoli, che ha aderito al progetto VotivA+ che prevede l’utilizzo di lampade elettroniche a LED nei cimiteri Italiani, per concludere con Moio della Civitella nel 2017. “Quello del New Energy Park Angelo Vassallo è un progetto aperto che non ha fine. Più facciamo e più si fa nelle singole amministrazioni sul territorio e più sarà facile realizzare l’obiettivo di rendere l’area interamente autonoma a livello energetico aumentando anche gli investimenti sulle energie alternative,” conclude il presidente.

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Anna Volpicelli