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Eni: la nuova strategia

 By Kevin Baxter

Ogni anno, a marzo, Eni organizza un evento in cui membri della comunità finanziaria e giornalisti vengono invitati ad ascoltare il Piano Strategico dell’azienda…

Sebbene la presentazione del Piano Strategico Eni si sia tenuta negli anni scorsi a Londra, quest’anno come città ospitante è stata scelta Milano. Occasione questa per visitare le strutture aziendali dedicate alla Ricerca e Sviluppo e osservare con i propri occhi l’incredibile lavoro svolto da ricercatori e tecnici Eni.
Tuttavia, sebbene questa abbia rappresentato una piacevole distrazione, gli analisti hanno attraversato l’Europa per ascoltare l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi illustrare in dettaglio la Strategia dell’azienda dal 2019 al 2022.

Upstream                                                         

La produzione di petrolio e gas continua a costituire il fondamento delle operazioni Eni, le cui attività di esplorazione si sono particolarmente distinte tra le aziende di settore. Comprendere la strategia dell’azienda per i prossimi quattro anni, è stato il motivo che ha portato a Milano molti esponenti della comunità finanziaria.
Descalzi ha spiegato che i piani futuri saranno costruiti su basi solide già esistenti e includeranno nuove regioni, citando, come prova tangibile delle proprie intenzioni, la serie di accordi di esplorazione che l’azienda ha firmato in Medio Oriente a gennaio.
Per questo motivo saranno creati tre hub strategici che guideranno la crescita nel settore upstream: Medio Oriente, Norvegia e Messico.
Per garantire il successo del piano di diversificazione geografica, la spesa annuale per la perforazione sarà di 900 milioni di euro con la trivellazione di circa 40 pozzi l’anno.
Le nuove scoperte consentiranno di ottenere 2,5 miliardi di barili di petrolio equivalente (boe) entro la fine del 2022 grazie a competenze e investimenti ben consolidati.
In totale, gli investimenti nella divisione upstream saranno pari a 6,5 miliardi di euro l’anno, il 57% dei quali sarà destinato a progetti di sviluppo, mentre il 32% al mantenimento e all’espansione degli asset esistenti.
La responsabilità fiscale rimane, comunque, una colonna portante della strategia di Eni e il prezzo di pareggio per ogni barile di petrolio equivalente prodotto dall’Eni rimarrà inferiore a $30. Entro il 2022, Eni manterrà l’impegno di generare 22 miliardi di euro di flusso di cassa disponibile.

Refining & Marketing e chimica

Grande evoluzione anche nel settore downstream.
Un lampante esempio è rappresentato dall’acquisizione del complesso di raffinazione di Ruwais da 3,3 miliardi di dollari ad Abu Dhabi, concordato all’inizio del 2019.
Questo accordo contribuirà a migliorare la capacità di raffinazione totale del 40% entro il 2023.
Mentre l’acquisizione ad Abu Dhabi costituirà il fondamento delle attività di raffinazione, il 2019 vedrà anche la piena operatività delle nostre bioraffinerie. Descalzi conferma infatti che la bioraffineria di Gela sarà operativa nel giro di poche settimane, mentre la seconda fase di sviluppo di quella di Venezia sarà completata entro il 2021. In questo modo, la nostra capacità di bioraffinazione raggiungerà 1 milione di tonnellate all’anno.
Versalis, la società di Eni specializzata nel settore chimico, avrà un ruolo fondamentale nell’adozione del modello aziendale di economia circolare. Versalis continuerà poi a lavorare sull’integrazione e l’aumento della propria presenza commerciale nei mercati chiave in Estremo Oriente e nelle Americhe.

Gas & Power

Negli ultimi anni, Eni ha sottoposto la divisione Gas & Power (G&P) a un’estesa ristrutturazione che ne ha garantito un solido posizionamento.
Eni ha lavorato duramente per aumentare le proprie risorse di gas upstream e, per garantire il successo di questa strategia, l’azienda ha dovuto sviluppare le proprie capacità in termini di gas naturale liquefatto (GNL) per sfruttare al massimo i volumi aggiuntivi prodotti.
Il GNL rivestirà un ruolo cruciale nei prossimi sette anni ed Eni intende ampliare il proprio portfolio fino a raggiungere una capacità di 14 milioni di tonnellate all’anno di volumi contrattualizzati nel 2022 per arrivare a 16 milioni nel 2025.
Nel comparto retail, Eni Gas e Luce prevede il raddoppio del risultato EBIT del 2018 entro il termine del piano strategico, per raggiungere i 500 milioni di euro.

Nuove soluzioni energetiche

Eni continua la propria evoluzione per diventare un’azienda fornitrice di energia da fonti diversificate. Parte vitale di questo processo è lo sviluppo di risorse rinnovabili sostenibili.
Eni prevede lo sviluppo di un totale di 60 progetti brownfield e greenfield entro il 2022, con una capacità totale di 1,6 GW, che raggiungerà i 5 GW entro il 2025.
Sebbene il settore dell’energia rinnovabile si trovi ancora in una fase prematura di sviluppo, Eni continua a prevedere un flusso di cassa stabile nel lungo termine e la notevole riduzione dei costi operativi derivanti dal taglio del consumo di gas.

Processo di decarbonizzazione

Eni si impegna fortemente per ridurre la propria “carbon footprint” e l’AD ha approfittato dell’evento per rivelare nuovi entusiasmanti sviluppi che hanno attirato l’attenzione di tutti.
Le attività upstream di Eni raggiungeranno “emissioni zero” entro il 2030. Fra l’altro, entro il 2025 verrà eliminato il gas flaring e verranno contenute al di sotto dell’80% le fuoriuscite di metano.
Eni pianterà enormi foreste in paesi africani (quali ad esempio Mozambico, Sudafrica, Zimbabwe e Ghana) per un totale di 81.000 chilometri quadrati: pari a tutto il Nord Italia . Questo piano di forestazione è il primo nel suo genere per una compagnia petrolifera.
Descalzi ha inoltre sottolineato l’impegno Eni nell’economia circolare volto a massimizzare l’uso delle risorse e minimizzare gli sprechi. Questo tipo di approccio circolare ha già portato a migliorare la vita utile dei siti industriali e a utilizzare i rifiuti come materie prime.
In questo modo, entro il 2030, verranno sequestrate 28 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

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