Technology

I numeri del tesoro

 By Peter Ward

Il settore Oil & Gas produce un’enorme quantità di dati. Attività complesse come le perforazioni, le esplorazioni, la manutenzione e la produzione forniscono informazioni di valore che fino a pochi anni fa erano troppo numerose per essere analizzate in maniera efficace. Oggi non è più così. Uno studio recente stima che se il settore Oil & Gas fosse in grado di analizzare e capire tutti i dati che produce, aumenterebbe la propria efficienza operativa di almeno il 20 per cento, migliorando l’utilizzo delle attrezzature e le attività in piattaforma. Come fare? Servono investimenti ad hoc, manager preparati e una cultura aziendale sempre più ricettiva nei confronti di numeri e dati…

(Cover foto tratta da www.northstardst.com)

Immagine tratta da www.breakingenergy.com

Il settore Oil & Gas produce un’enorme quantità di dati. Attività complesse come le perforazioni, le esplorazioni, la manutenzione e la produzione forniscono informazioni di valore che fino a pochi anni fa erano troppo numerose per essere analizzate in maniera efficace. Oggi non è più così, difatti esiste un numero crescente di soluzioni per l’analisi ottimale dei big data di settore, anche se le compagnie energetiche hanno bisogno di fare i giusti investimenti per trarre vantaggi da questi enormi progressi tecnologici. Un recente articolo della DNV GL stima che se il settore Oil & Gas fosse in grado di analizzare e capire tutti i dati che produce, aumenterebbe la propria efficienza operativa di almeno il 20 per cento. La stessa ricerca mostra come il 16% dei professionisti intervistati si sono detti convinti che quest’anno i big data saranno gli strumenti con l’impatto maggiore sul settore, davanti alle tecnologie di estrazione del gas non convenzionali.

Secondo un rapporto della compagnia di consulenza e ricerca tecnologica Technavioci sono poi tre driver emergenti nel mercato dei big data legati all’Oil&Gas. Il primo è l’adozione rapida di strumenti di modelling predittivo user-friendly. Questo software raccoglie l’enorme quantità di dati generati e li presenta ai manager in un formato più comprensibile, permettendo un processo decisionale più veloce ed efficace. Un esempio potrebbe essere quello di raccogliere i dati di pressione, volume e temperatura mettendoli a confronto con i dati storici in modo da verificare situazioni di cattivo funzionamento delle attrezzature.

(Immagine tratta da www.powersource.post-gazette.com)

Il secondo driver è costituito dai modelli di analisi che puntano a migliorare le attività di esplorazione e perforazione, come la raccolta dati sulle condizioni meterologiche e la formazione di ghiaccio per mostrare i potenziali impatti sulla piattaforma. Il terzo driver è infine usare la tecnologia cloud per far scendere i costi dell’analisi dei big data. “Con i nuovi progressi nel settore, i big data trovano una sempre maggiore applicazione nel tenere monitorati i macchinari, le attrezzature e la performance del personale”, spiega non a caso Navin Rajendra, che alla Technavio è uno degli principali analisti del settore per la ricerca delle applicazioni d’impresa.

“Nel corso dei prossimi quattro anni, le soluzioni big data saranno sempre più usate dalle aziende Oil&Gas per monitorare e gestire in modo efficace le enormi quantità di dati generati. L’analisi avrà un ruolo importante nel settore soprattutto per ottimizzare il processo decisionale e l’innovazione”, prosegue Rajendra. Nota dolente, come accennato: gli investimenti di settore sono in ritardo. Sempre secondo DNV GL solo il 36% dei professionisti sondati prevedono investimenti importanti nei big data durante l’anno in corso.

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