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Carburante verde Islanda

 By Rob Davies

La piccola Islanda è uno dei paesi leader nella cattura e trasformazione di anidride carbonica in carburante a basso impatto ambientale. In particolare una società locale molto attiva sulla frontiera delle rinnovabili, la Carbon Recycling International (CRI), è sul punto di trasformare questo Sacro Graal ambientale in realtà diffusa, con potenziali applicazioni nel campo dell’automotive. Rob Davies spiega gli ultimi sviluppi di questa promettente tecnologia

L’aumento delle emissioni di anidride carbonica è spesso citato tra i trend globali più preoccupanti, per questo sembra fin troppo bello per essere vero che il CO2, cattivo agente per antonomasia nella storia del riscaldamento del pianeta terra, possa essere riciclato in energia rinnovabile. In realtà proprio una piccola società islandese crede di essere sul punto di trasformare questo Sacro Graal ambientale in realtà diffusa. Si tratta della Carbon Recycling International (CRI), istituita nel 2006, leader mondiale nella sequestrazione di CO2 e nella sua trasformazione in metanolo. Questo processo di trasformazione di emissioni in liquidi – sostiene la CRI – “è ecologico e non ha conseguenze sulla catena alimentare o sull’uso del terreno”.

Il padre di questa tecnologia è il Premio Nobel George A. Olah, professore di Chimica alla University of Southern California, che sosteneva la possibilità di trasformare il CO2 in carburante già nel suo libro del 2006 intitolato “Beyond Oil and Gas: The Methanol Economy”.

La sua teoria era che la tecnologia potesse emulare la fotosintesi, il processo secondo cui le piante usano l’energia solare per riciclare il diossido di carbonio e l’acqua per il proprio sviluppo.

La risultante “methanol economy”, come lui la chiama, dovrebbe “diminuire e alla fine liberare l’umanità dalla dipendenza dalle riserve di petrolio, gas naturale e carbone che sono in diminuzione, e allo stesso tempo mitigherebbe il riscaldamento globale”. Solo nove anni dopo CRI sta mettendo in pratica la sua teoria al George Olah Renewable Methanol Plant, un impianto che fa parte della centrale geotermica di Svartsengi dove viene sequestrata la maggior parte delle emissioni di CO2 e trasformata in metanolo, poi utilizzato come riserva energetica e carburante dato che il processo genera più elettricità di quanta non ne usi e che l’unico prodotto secondario è l’ossigeno.

Il metanolo viene già usato da veicoli particolari, come camion giganti, moto da speedway e dragster. Presto potrà essere mischiato alla benzina per creare un carburante più verde

L’impianto può produrre 2 milioni di litri di metanolo rinnovabile l’anno ed ha la capacità di raggiungere i 5 milioni di litri. Per fare ciò questo piccolo impianto da solo sequestra 5.500 tonnellate di CO2 l’anno dall’atmosfera, ovvero l’equivalente delle emissioni prodotte da 3.400 Indiani, che hanno una carbon footprint relativamente bassa, o da 331 Americani, secondo le stime fatte nel 2013 dalla Commissione Europea.

Se questa tecnologia fosse riprodotta in tutto il mondo, potrebbe tagliare drasticamente le emissioni di CO2 di migliaia di centrali energetiche altamente inquinanti. In Europa ci potrebbero essere grandi risparmi per le aziende che devono far fronte ad aumenti del costo dei carbon credits previsti dall’European Trading Scheme. La Tecnologia “emissioni in liquidi” potrebbe anche ispirare la generazione di veicoli con emissioni quasi nulle. CRI intende presentare sul mercato impianti con la capacità di produrre fino a 50 milioni di litri di metanolo l’anno per l’esportazione. Il metanolo viene già usato da veicoli particolari, come camion giganti, moto da speedway e dragster. Mentre è troppo corrosivo per essere utilizzato nella maggior parte dei comuni veicoli, può essere tuttavia mischiato alla benzina per creare un carburante più verde.

Qualche mese fa, CRI si è assicurata un investimento di $45,5 milioni da parte del gigante cinese del settore auto Geely Group, che possiede sia Volvo che la London Taxi Company, compagnia che produce i taxi neri icona di Londra. Il presidente di Geely, Li Shufu, ha previsto che il metanolo diventerà un componente chiave della nuova generazione di veicoli per passeggeri e merci, disegnata e costruita per permettere una mobilità ad emissioni zero. Le applicazioni potrebbero essere enormi.

Come ha detto Olah nel 2007: “La natura ci ha mostrato il suo modo di sostenersi nell’ambiente riciclando il CO2 per il proprio sviluppo. Le attività dell’uomo, tuttavia, sembra che abbiano sempre più  un impatto negativo sul corso proprio della natura. Il progresso scientifico ora ci permette di operare in senso inverso: fornire alla natura una nostra alternativa”.

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