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Splende il sole dopo il disastro

 By Peter Ward

C’è vita dopo il disastro. L’Ucraina sta pensando di trasformare l’area intorno all’ex centrale nucleare di Chernobyl in un grande parco solare. I terreni costano pochissimo, esiste personale qualificato e ci sono già le linee di trasmissione ad alto voltaggio… 

(Foto di copertina tratta da www.intermtnwindandsolar.com)

Come utilizzare il terreno sconvolto da un disastro nucleare? L’Ucraina sta pensando di installare 1,1 miliardi di dollari di pannelli solari nel sito del disastro di Chernobyl, facendo rientrare l’ex cratere nel business dell’energia. La zona di esclusione di Chernobyl, ampia 2.590 chilometri quadrati, è troppo radioattiva per essere utilizzata per qualunque altra attività produttiva, come ad esempio agricoltura o foreste, mentre la costruzione di un grande impianto solare potrebbe essere la soluzione.

“Il sito di Chernobyl ha davvero delle ottime potenzialità per le energie rinnovabili”, ha dichiarato a Bloomberg Ostap Semerak, ministro dell’ambiente ucraino. “Ci sono già le linee di trasmissione ad alto voltaggio utilizzate in precedenza per i reattori nucleari, il terreno costa pochissimo e abbiamo molte persone che hanno ricevuto la formazione necessaria per lavorare in una centrale elettrica”.

In particolare Semerak spiega che il ministero dell’ambiente e delle risorse naturali ucraino sta negoziando con due società di investimento statunitensi e quattro società energetiche canadesi. I progettisti prevedono di installare un impianto da 4 MW entro la fine dell’anno. Non solo. In luglio la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) ha fatto sapere di essere pronta a finanziare il progetto di energia rinnovabile a Chernobyl. La stessa organizzazione ha erogato 500 milioni di dollari per costruire un grande “sarcofago” sul vecchio reattore nucleare distrutto. “La BERS può valutare la partecipazione al progetto nella misura in cui ci sono valide proposte di investimento e tutti gli altri aspetti e rischi ambientali possono essere risolti in modo soddisfacente per la banca”, fanno sapere dall’istituto.

Foto tratta da www.technologyreview.com

Più in generale l’Ucraina intende completare entro fine 2016 34 centrali solari con una capacità complessiva di oltre 120 MW. L’obbiettivo è quello di incrementare la propria percentuale di produzione di energia da fonti rinnovabili, portandola all’11 percento entro il 2020.

Fino a poco tempo fa, infatti, Kiev dipendeva dalla Russia per l’importazione di gas naturale. Il paese sta lentamente diminuendo la propria dipendenza dal vicino che ha minacciato di isolarla nel corso degli ultimi due inverni a causa di una controversia sui pagamenti.

Nella vicina Bielorussia, a soli 32 chilometri da Chernobyl, è invece in costruzione un impianto solare da 22,3 MW nel distretto di Brahin. L’area è una delle più contaminate dal fallout provocato dal disastro di nucleare e il terreno non è può essere utilizzato per le produzioni agricole. Velcom, una controllata dell’austriaca Telecom, ha così annunciato lo scorso aprile un investimento nel progetto di 25,3 milioni di dollari. La società intende utilizzare l’energia per le proprie necessità, oltre a vendere l’elettricità generata.

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