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Chiatte elettriche in acque olandesi

 By Sara Sangermani

Dopo essere stata per lungo tempo agli ultimi posti nella classifica dei Paesi che più investono in energia rinnovabile, l’Olanda cambia rotta grazie a dei nuovi progetti e a delle imbarcazioni che promettono di rivoluzionare la mobilità del Paese…

Rispetto al resto d’Europa, l’Olanda è tra i Paesi che meno hanno investito nella ricerca e sviluppo di energie alternative. Le fonti rinnovabili riescono a coprire solamente il 13% del fabbisogno energetico della Nazione, una percentuale davvero bassa se si considera che in Italia è il 45% e in altri Stati, come l’Austria, supera addirittura il 78%.
La conformazione del territorio permetterebbe ai Paesi Bassi di poter trarre enormi vantaggi dalle fonti rinnovabili, soprattutto l’eolico e il solare. Come spiegare questo scarso interesse? Una ragione potrebbe risiedere nel fatto che l’Olanda è il secondo Paese del Vecchio Continente dove si estrae più gas naturale.
Adesso però qualcosa sta cambiando. Il Governo ha iniziato a investire maggiormente in progetti per garantire al Paese una sostenibilità energetica green. È recente l’annuncio che entro il 2027 l’Olanda costruirà il più grande parco eolico offshore al mondo.
L’impegno non si ferma solo nella produzione di fonti energetiche più pulite. Amsterdam è famosa in tutto il mondo per i suoi numerosi cittadini che prediligono come mezzo di trasporto la bicicletta. Adesso un’altra rivoluzione per i trasporti sta per ridisegnare il futuro della navigazione grazie a un progetto che coinvolgerà sia la città olandese Rotterdam che Anversa, in Belgio. Una rivoluzione che vede coinvolti i due porti commerciali più importanti d’Europa.

La Port House
Opera dell’architetta di origine irachene Zaha Hadid, è l’edificio simbolo del porto di Anversa, in Belgio.
Dopo quello di Rotterdam, è il secondo porto commerciale più grande in Europa. Rappresenta un veliero
imponente ma allo stesso tempo incredibilmente leggero, pronto a salpare, ancorato su un edificio
tipicamente anseatico, risalente al Seicento. La sfaccettatura che ricorda quella dei diamanti è un
ulteriore omaggio alla città belga.

La società Port-Liner, grazie ai 7 milioni di Euro messi a disposizione dall’Unione Europea e ai 200 mila Euro da parte delle autorità portuali, ha costruito sei chiatte completamente elettriche. Lunghe 52 metri e larghe quasi 7, possono trasportare fino a 280 container, per un peso massimo di 425 tonnellate. Le batterie sono in grado di garantire un’autonomia di 15 ore e di essere ricaricate usando esclusivamente fonti rinnovabili fornite dalla società Eneco.
Grazie alle loro dimensioni non eccessive, possono navigare nelle acque interne che collegano l’Olanda con il Belgio, riuscendo a passare sotto i vari ponti delle città, e l’impronta green che le caratterizza garantisce la tutela della flora e fauna dei corsi d’acqua.
Grande vantaggio per la mobilità, quindi. Grazie a queste chiatte sarà possibile trasportare molta più merce via acqua, togliendo dalle strade che connettono i due Paesi ben 23.000 tir. Un vantaggio per la mobilità delle persone che porterà anche a una riduzione dell’inquinamento.

Rendering 3D del prototipo della nave elettrica di Port-Liner

Ma c’è una caratteristica che rende queste chiatte davvero uniche: non hanno bisogno di un equipaggio, in quanto completamente automatizzate (anche se per i primi tempi è stato deciso di avere una persona a bordo per motivi di sicurezza, anche in considerazione del fatto che navigheranno in acque solitamente molto trafficate).
La speranza di Port-Liner è quella di poter varare nel prossimo futuro altre chiatte, di grandezza maggiore e con un’autonomia di ben 35 ore. Un importante passo in avanti verso le rinnovabili per l’Olanda che si stima porterà a una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 18 mila tonnellate all’anno.
Il sogno di Ton van Meegen, amministratore delegato della società, è di poter arrivare a costruire ben 500 imbarcazioni ogni anno, garantendo così entro 5 decenni un mercato nautico caratterizzato da energia ad emissioni zero.
Nel frattempo bisognerà aspettare agosto per vedere le prime sei chiatte navigare tra Olanda e Belgio.

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informazioni sull'autore
Sara Sangermani
Lettrice insaziabile con la passione della fotografia, le nuove tecnologie e i viaggi. In tasca una laurea in Comunicazione Professionale e Multimediale