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La vecchiaia delle turbine

 By Robin Wylie

Le turbine eoliche non sono eterne. Sono progettate per avere un ciclo di vita medio di 25 anni. La manutenzione e il monitoraggio diventano fondamentali per garantire efficienza e qualità nel corso dell’intero periodo di attività. Robin Wylie racconta lo stato delle turbine nei paesi occidentali, quali investimenti servono, e cosa fare per farle funzionare al meglio fino al loro pensionamento…

Secondo alcuni esperti britannici come Athanasios Kolios, senior lecturer in Risk Management and Reliability Engineering alla Cranfield University, i governi di tutto il mondo devono intervenire adesso per monitorare e salvaguardare la qualità delle proprie turbine eoliche, allo scopo di tutelarsi dal rischio della diminuzione di efficienza e dall’aumento dei costi di manutenzione, inevitabili nel momento in cui si avvicinano alla fine del proprio ciclo di vita operativa. Ma per farlo, ha scritto Kolios in un recente editoriale per la rivista Renewable Energy Focus, “il settore deve investire tempo e denaro sull’identificazione delle componenti a rischio”.

Molte delle attuali grandi turbine eoliche sono state infatti progettate per funzionare circa 25 anni, anche se è possibile aumentare questa vita media grazie ad una manutenzione adeguata. Oltre il 90% dell’attuale potenza eolica è stata istallata dopo il 2005. Tuttavia la maggior parte delle istallazioni precedenti risale alla metà degli anni ’90; questo implica che una piccola ma significativa parte delle turbine eoliche raggiungerà la fine del proprio ciclo di vita di 25 anni in un futuro molto prossimo.

Credit: Nick Cross

Per quanto la maggior parte delle turbine eoliche attualmente in funzione sia relativamente nuova, il settore non può ignorare il problema a lungo – per salvaguardare le performance future i governi devono tenere sotto controllo le (relativamente poche) turbine che si stanno avvicinando alla fine del proprio ciclo di vita al fine di evitare delle brutte sorprese future.

Sempre secondo Kolios e Martínez-Luengo, il modo migliore per effettuare tali controlli prevede l’integrazione dei “Sistemi di Monitoraggio della Salute Strutturale e di Monitoraggio della Situazione” nelle turbine eoliche. Questi sistemi prevedono l’utilizzo di sensori remoti sulle turbine, ad esempio sensori di sforzo o accelerometri, che forniscono dati utili sulle condizioni della struttura e dei componenti.

Questa manutenzione può essere ancora più importante di quanto si è sempre ritenuto. Uno studio del 2014 ha infatti evidenziato che le prime turbine eoliche britanniche, installate negli anni ‘90, sono già scese a circa il 75% della propria produzione ideale, nonostante siano ancora ampiamente all’interno della vita utile presunta di 25 anni.

Il costo di manutenzione e ispezione delle turbine eoliche può essere elevato (ad esempio ricambi come le pale del rotore possono rappresentare fino al 20% del costo dell’intera turbina). Ma considerando l’importante ruolo svolto dall’energia eolica nella limitazione delle emissioni di CO2, è giunto il momento di tenere meglio sotto controllo la salute delle nostre turbine.

 

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