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Shale gas in sicurezza

 By Benjamin Plackett

Alcuni ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno sviluppato un nuovo test per monitorare la sicurezza dell’estrazione dello shale gas attraverso la valutazione dell’inquinamento delle falde acquifere. “Dal punto di vista tecnico il fracking non dovrebbe causare alcun inquinamento idrico”, spiegano i ricercatori. “Gli incidenti verificatisi negli Stati Uniti, ove il metano è filtrato nella falda acquifera, sono stati causati da pozzi di perforazione mal sigillati; la contaminazione è stata dovuta a standard insufficienti, più che a qualcosa legato al processo di estrazione stesso”. Tuttavia il maggior numero di pozzi necessari per ottenere lo shale gas comporta maggiori probabilità di incidenti o sviste. Il che rende importante il monitoraggio di potenziali infiltrazioni di agenti chimici nelle acque freatiche…

L’estrazione dello shale gas, in gergo fratturazione idraulica o fracking, può offrire nuove opportunità economiche ma continua a rappresentare una modalità controversa di estrazione del gas naturale dal sottosuolo. Probabilmente il fattore che più preoccupa le comunità locali è il rischio che sostanze chimiche vadano a inquinare le riserve idriche.

I ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno però sviluppato un nuovo test per monitorare la sicurezza dell’estrazione del gas di scisto tramite la valutazione dell’inquinamento delle falde acquifere. La fratturazione comporta la perforazione di pozzi attraverso i quali viene pompata una miscela di acqua, sabbia e sostanze chimiche. Questa miscela viene inserita in pressione all’interno della formazione rocciosa e permette di estrarre il gas di scisto attraverso un pozzo.

“Dal punto di vista tecnico il fracking non dovrebbe causare alcun inquinamento idrico”, spiega Stuart Gilfillan, uno dei geologi che ha sviluppato il test. “Gli incidenti verificatisi negli Stati Uniti, ove il metano è filtrato nella falda acquifera, sono stati causati da pozzi di perforazione mal sigillati; la contaminazione è stata dovuta a standard insufficienti, più che a qualcosa legato al processo di estrazione stesso”.

Tuttavia il maggior numero di pozzi necessari per ottenere lo shale gas comporta maggiori probabilità di incidenti o sviste. Il che rende così importante il monitoraggio di potenziali infiltrazioni di agenti chimici nelle acque freatiche.

Gilfillian e colleghi hanno quindi messo a punto un nuovo test per monitorare qualunque tipo di contaminazione e risalire alle origini delle perdite. La tecnica utilizzata si chiama “fingerprint  analysis” (analisi delle impronte digitali) e misura il livello di elementi inattivi chiamati gas nobili presenti nei gas di scisto.

La concentrazione di gas nobili presenti in un bacino di metano sotterraneo varia a seconda della localizzazione e della profondità a cui si trova. Misurando tali concentrazioni Gilfillian è in grado di creare un profilo univoco per ciascun bacino di gas naturale, chiamato appunto “fingerprint.”

Prima di avviare la coltivazione del giacimento di shale gas, Gilfillian ne produce così il fingerprint, “che può poi essere utilizzato come rivelatore conservativo per seguire il gas nel suo percorso di migrazione, miscelazione e interazione nel sottosuolo”, continua il ricercatore. In  altre parole, una volta rilevata l’impronta, le autorità possono monitorare l’acqua di falda regolarmente per verificare la composizione dei gas nobili presenti. Se l’impronta viene rilevata nell’acqua di falda, questo costituisce un’indicazione di contaminazione.

Ma oltre a indicare che l’approvvigionamento idrico è compromesso, il test di Gilfillian evidenzia anche quale pozzo di gas è responsabile della perdita, in quanto l’impronta è univoca. “Conoscere la fonte di un gas è estremamente importante per capire il problema, mitigarne gli effetti e valutare l’opportunità di eventuali azioni legali”.

Resta da vedere se questo test sarà in grado di  sopire l’ansia dei residenti locali e quindi ampliare l’attività di fracking. Gilfillian sta ancora sviluppando la sua ricerca, e resta da capire quanto potrà costare la realizzazione del test in misura scalare. Tuttavia, considerando gli investimenti necessari per estrarre, stoccare e trasportare il gas di scisto, le analisi necessarie sembrano rappresentare un incremento marginale dei costi di processo.

 

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