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L’energia nascosta dei tunnel

 By Sara Sangermani

La crescente richiesta di energia pulita e rinnovabile sta spingendo numerosi ricercatori a studiare e a cercare nuovi modi per produrla. Dal Politecnico di Torino arriva una delle ultime innovazioni in temi energetici, che sfrutta i principi della geotermia..

La geotermia è un’energia sostenibile, alternativa e rinnovabile che viene generata sfruttando il calore naturale della Terra che si crea grazie al decadimento nucleare degli elementi radioattivi naturalmente contenuti nel nucleo, mantello e crosta terreste. Scoperta da più di un secolo, viene sfruttata per la produzione di elettricità e di energia termica per generare calore e acqua calda.
Rispetto alle altre energie rinnovabili è attualmente la meno sfruttata: si stima che solo l’1% di tutta l’energia mondiale sia di derivazione geotermica. Nonostante presenti numerosi vantaggi, quali essere una fonte pressoché inesauribile e sempre costante nel tempo, ha anche alcuni limiti quali l’impossibilità di produrre tanta energia come altri impianti, ad esempio quelli tradizionali a combustile fossile, ed un odore sgradevole, dovuto dalle emissioni di idrogeno solforato, che solitamente si avverte intorno ad una centrale geotermica.

Centrale geotermica a Krafla, Islanda (Hansueli Krapf, Wikimedia)

Dal Politecnico di Torino arriva una scoperta e sperimentazione che permetterebbe di utilizzare tutta questa energia racchiusa dalla Terra in un modo diverso, senza costruire centrali. Il progetto è talmente innovativo da essere protetto da brevetto.
L’idea alla base è quella di sfruttare la costruzione di un’infrastruttura sotterranea di trasporto, quale la metropolitana, per creare energia che possa essere utilizzata in tutte le stagioni: in inverno per generare calore e in estate per far funzionare i sistemi di aria condizionata. Questo progetto è possibile grazie allo sfruttamento del concio, un elemento presente nelle gallerie in quanto è parte del calcestruzzo armato utilizzato per rivestire i tunnel. A Torino questo concio è stato chiamato ENERTUN e, se combinato tramite l’installazione di tubi contenenti un fluido termovettore, è capace di generare energia, estraendo o immettendo calore nel sottosuolo in accoppiamento con una pompa di calore, che trasporta quest’energia creata verso la superficie.
I vantaggi sono numerosi e chiari: il progetto permette di utilizzare una struttura già esistente in numerose città nel mondo, con la conseguenza che è economico e facile da realizzare rispetto ad altre soluzioni energetiche; per quelle metropoli con una rete metropolitana estesa, rappresenterebbe una soluzione al problema di domanda energetica per numerosi edifici; vi sarebbe una riduzione dei costi per l’energia utilizzata per la ventilazione dei tunnel e in generale l’inquinamento atmosferico diminuirebbe notevolmente, evitando i periodi di blocchi del traffico e garantendo una migliore qualità di vita ai cittadini.

Il video del progetto Enertun

Ma come funziona concretamente? Ecco il progetto spiegato dalle parole dell’ingegnere Marco Barla, che insieme ad Alice Di Donna ne è il responsabile: “La realizzazione di una galleria energetica consente di sfruttare il fatto che la temperatura del sottosuolo alla profondità di realizzazione dello scavo sia sostanzialmente costante tutto l’anno. Ad esempio a Torino risulta di 14°C, quindi molto più bassa della temperatura esterna estiva, mentre d’inverno è vero il contrario. Grazie ad una pompa di calore si può sfruttare questa differenza di temperatura per ‘spostare’ il calore da una parte all’altra, rinfrescando gli edifici d’estate e riscaldandoli d’inverno. Il concio Enertun consente lo sfruttamento intelligente di una fonte energetica locale e rinnovabile”.

La sperimentazione a Torino è già partita: la prima installazione è avvenuta nella linea 1 della metropolitana della città, tra le fermate Lingotto e Bengasi. I primi dati raccolti dalla sperimentazione sono stati più che positivi, avendo superato le aspettative dei modelli numerici creati nel periodo di progettazione. Per questo motivo, l’esperienza continuerà per almeno un altro anno, durante il quale saranno raccolti nuovi dati per capire gli altri punti di forza e dove, invece, è ancora necessario lavorare e trovare una soluzione migliore. L’obiettivo è quello di applicare questa tecnologia alla linea 2 della città che è in fase di progettazione. Si stima che a Torino questo sistema sarebbe in grado di generare in inverno 53 W/m2 e 74 W/m2 in estate.
Se si riuscisse a sfruttare il calcestruzzo dei tunnel metropolitani come se fosse uno scambiatore di calore potremmo produrre acqua calda e realizzare sistemi di riscaldamento e condizionamento per gli edifici che si trovano in superficie, con un notevole risparmio di energia!

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Sara Sangermani
Lettrice insaziabile con la passione della fotografia, le nuove tecnologie e i viaggi. In tasca una laurea in Comunicazione Professionale e Multimediale