Technology

Sognando California

 By Andrew Burger

In California è in corso un nuovo boom dell’ingegneria elettrica ed elettronica applicata all’industria dell’energia. Una rivoluzione sospinta da investimenti privati e una rete di programmi e incentivi statali capaci di catalizzarne lo sviluppo. In particolare le tantissime aziende ‘cleantech’ stanno cambiando il modo in cui l’energia viene prodotta, distribuita, prezzata e conservata in chiave sostenibile. Andrew Burger racconta questa fusione tra la cleantech e la Information and Communication technology (ICT) destinata a superare i tradizionali modelli industriali basati sul consumo. Epicentro della nuova frontiera, un’altra volta, Silicon Valley… 

Nelle sedi centrali di Apple, Facebook, Google e Yahoo è in corso una nuova fase nell’evoluzione dell’ingegneria elettrica ed elettronica. Una rete di programmi statali sta catalizzando lo sviluppo della cleantech in California. Riducendo le emissioni di gas nocivi per l’effetto serra ed eliminando progressivamente la dipendenza dello stato dai carburanti fossili, lo stato americano è attualmente riconosciuto come il leader mondiale per la cleantech e la produzione di energie rinnovabili.

L’apertura del California Independent Systems Operator (CAISO) e dei mercati dell’energia distribuita (Rule 21), forti incentivi per l’adozione dei veicoli elettrici  (EV) e dei Electric Vehicle Supply Equipment (EVSE), costituiscono tessere importanti nel quadro delle politiche integrate messe in atto in California, come sottolineato da Amit Narayan, amministratore delegato di AutoGrid Systems. Queste politiche – spiega Narayan – “hanno contribuito a spingere i fornitori di energia della città di Palo Alto, la Edison in California del sud e altri fornitori dello stato a prendere parte a iniziative innovative e concrete per rendere più pulita ed efficiente la propria rete e le infrastrutture per la produzione di energia. Con sede a Redwood Shores nella Silicon Valley, AutoGrid è specializzata nello sviluppo di strumenti analitici per le smart home e reti smart. I fornitori di energia, le aziende e i loro clienti usano la tecnologia di AutoGrid per meglio conoscere e fare uso di una scelta più ampia di strumenti e apparecchiature collegati, quali contatori smart, sistemi di gestione di edifici, regolatori di voltaggio e altro. La tecnologia permette ai fornitori di energia e agli utilizzatori finali di stabilire parametri e rispondere alle diverse condizioni dei loro circuiti elettrici e delle reti, delle fonti di produzione e di stoccaggio dell’energia.

Lo sviluppo dell’industria cleantech in California

AutoGrid è una tra le numerosissime giovani aziende che partecipano all’espansione e diversificazione del settore cleantech californiano. Le aziende cleantech come AutoGrid stanno alimentando dei cambiamenti fondamentali nel modo in cui l’energia viene prodotta, distribuita, prezzata e conservata. La fusione tra la cleantech e la information and communication technology (ICT) propria di Silicon Valley supera i modelli, le istituzioni e le organizzazioni “dell’Era industriale” basati sul consumo, e crea invece nuove versioni che danno molta più importanza alle capacità di ripresa e alle sostenibilità sociali e ambientali.

Il programma dell’acceleratore Cleantech Open, sin dalla sua creazione nel 2005 da parte dei leader a Silicon Valley e Boston, ad esempio ha trovato e finanziato imprenditori impegnati in soluzioni sostenibili nel campo energetico, ambientale ed economico. Dai suoi quartieri generali a Oakland, Cleantech Open utilizza il lavoro sul campo di più di 2.000 volontari dislocati negli uffici di otto filiali statunitensi. Secondo Rex Northen della Cleantech Open, oltre 1.000 aziende esordienti nella cleantech hanno concluso il programma Accelerator. Tutte insieme hanno raccolto 1,1 miliardi di dollari di finanziamenti da parte di investitori esterni.

Giovani aziende cleantech di altri otto paesi nel mondo stanno attualmente seguendo i programmi Accelerator della Cleantech Open. “Tuttavia la maggior parte dei finanziamenti viene dagli Usa, con una percentuale fortemente sbilanciata verso la Silicon Valley”, continua Northen. “Considerando che la cleantech nasce ex novo da un’intera serie di industrie e tecnologie esistenti, la Silicon Valley è più che un polo di innovazioni per la tecnologia in senso lato, oltre che venture capital. Un ambiente straordinario dove fondare un’azienda al suo esordio”.

Così come questa cultura ha sostenuto lo sviluppo di aziende che cercano di promuovere tecnologie capaci di rivoluzionare il modo in cui viviamo e lavoriamo, la 'cleantech wave' sostiene lo sviluppo di aziende energy-tech che cercano di cambiare alla radice il modo in cui generiamo e usiamo energia

La nuova via al solare della California

Come Northen ha fatto notare, alcune delle più grandi e prestigiose aziende della Silicon Valley— Google, Apple e Intel, per esempio — da anni investono pesantemente nelle energie rinnovabili e nella cleantech. Il portavoce della Sunrun, Lauren Randall, ha detto che ampie e profonde riforme in materia di politiche energetiche stanno dando il giusto impulso che alimenta l’ondata di cleantech in California, rendendola un magnete di attrazione per l’energia pulita. Sunrun e i suoi pari a Silicon Valley, tra cui SolarCity e SunPower, hanno promosso nuovi metodi di finanziamento dei sistemi di energia solare sia residenziali che commerciali, rendendo queste tecnologie accessibili a un maggior numero di consumatori americani.

Secondo la Sunrun “Un’ampia riforma delle tariffe è in corso nello stato Usa. La California Utilities Commission ha recentemente approvato la riforma delle tariffe che comporterebbe un costo minimo di  $10 con zero spese fisse”.

“Questa decisione aumenta sostanzialmente la dimensione del mercato che ha accesso al solare in California e rafforza la fiducia nel fatto che i legislatori continueranno a proteggere gli attuali consumatori rispetto alle proposte dei fornitori di energia di imporre tasse sul solare per eliminare la concorrenza. In questo senso una leadership forte da parte dei commissari e del governo statale è vitale”. L’approvazione nell’ottobre 2013 del primo mandato per la distribuzione e lo stoccaggio dell’energia è un altro esempio delle politiche cleantech innovative che il governo dello stato della California ha  introdotto.

Risparmiare grazie all'energia solare è utile e intelligente

Lo stoccaggio dell’energia e altre innovative politiche cleantech in California

Il mandato AB2514 per lo stoccaggio dell’energia ha bisogno di fornitori di servizi privati per arrivare a un minimo di 1,3 gigawatts (GW) di capacità entro il 2020, secondo John Carrington, amministratore delegato di Millbrae, la Stem con sede in California.

Aziende Fortune 500, come Marriott International e Safeway, usano il predictive software della Stem e l’hardware avanzato per lo stoccaggio dell’energia per ridurne i costi, in particolare gli addebiti per l’alta domanda di elettricità durante le ore di massimo consumo. Nella stessa area, la vicinanza della Stem ad altre aziende moderne ed influenti, come Adobe, ha permesso di raffinare la propria cleantech e di costruirsi una pacchetto clienti in minor tempo. “Gli algoritmi predictive di proprietà della Stem e la sua automated intelligence hanno consentito ai nostri clienti di controllare le loro bollette per il consumo elettrico senza peraltro dover cambiare le loro operazioni quotidiane”, ha spiegato Carrington.

“I dati che noi raccogliamo aiutano i nostri clienti anche a identificare in modo semplice modelli di uso dell’energia in modo che possano prendere decisioni meglio informate sulle loro operazioni e che vedano nel tempo un maggior risparmio. Come questa cultura ha sostenuto lo sviluppo di aziende che cercano di promuovere tecnologie capaci di rivoluzionare il modo in cui viviamo e lavoriamo – continua Carrington – così essa ha anche sostenuto lo sviluppo di aziende energy-tech che cercano di cambiare alla radice il modo in cui generiamo e usiamo energia”.

La svolta cleantech dei comuni in Silicon Valley

I comuni della Silicon Valley e della California hanno un ruolo chiave nell’espansione della cleantech nello stato. Una città chiave e porta di ingresso per la Silicon Valley è San Jose, sede di un crescente numero e una gran varietà di aziende cleantech.

Gli obiettivi di stabilità contenuti nel rapporto Green Vision del 2014 a San Jose si riferiscono a consumi energetici, uso dell’acqua e crescita dell’impiego, secondo Reena Brilliot, business development officer per l’ Office of Economic Development cittadino. “L’obiettivo numero uno sono i posti di lavoro cleantech”, ha aggiunto.

Gli investimenti venture capital complessivi del 2014 a San Jose sono infatti arrivati a 8,6 miliardi di dollari, con il settore cleantech che ha dato impiego a 12.008 lavoratori. Un caso su tutti è la Vitriflex che sta sviluppando modi per applicare l’uso di pellicole flessibili per pannelli solari.

Puntando ad espandere il numero delle aziende cleantech della città e l’uso locale di questi prodotti e servizi, San Jose ha affiancato e sostenuto la fondazione della agenzia no-profit Prospects Silicon Valley. Il programma funziona da catalizzatore per le aziende cleantech emergenti fornendo strumenti di valutazione e servizi. Da 10 a 15 nuove aziende tech partecipano attualmente al Prospects Silicon Valley. Il loro lavoro essenzialmente ruota intorno al trend della cleantech e delle energie “verdi”, come la conservazione dell’energia e il trasporto. Vi fanno parte anche aziende che sviluppano programmi di waste-to-energy e sistemi di conservazione dell’energia e altre che lavorano per l’ottimizzazione nei sistemi di refrigerazione.

L’intero settore Internet of Things (IoT), o certamente una buona parte di esso, è specializzato nella acquisizione di dati e facilità d’uso, ma anche nell’ottimizzazione delle efficienze. Brilliot ha detto che questa crescita è propria della cleantech, perché comporta benefici sulla sostenibilità.

“Direi che c’era un gap che il governo locale ha riconosciuto e colmato rispetto alla necessità di strumenti di valutazione, spazi per laboratori e aperture di nuove prospettive che hanno aiutato a sostenere la crescita del settore cleantech”, ha spiegato la Brilliot, che ha anche sottolineato il fatto che a San Jose questo tipo di aziende risponde bene all’approvazione del regolamento edilizio dello stato (Title 24), che si riferisce all’aumento dell’efficienza energetica. Gli standard diventano più severi ogni dieci anni, e l’ultima volta è stata nel gennaio 2014. “Questo ha creato domanda per un’illuminazione a risparmio energetico e per altre soluzioni cleantech”. Basti dire che San Jose è la sede di Philips Lumileds e del produttore di LED Xicato.

A gennaio il governatore Jerry Brown ha proposto di aumentare il target di energia rinnovabile della California fino ad arrivare al 50% nel 2030. Attualmente il target è al 33% entro il 2020 ma il volume di produzione di energia rinnovabile aumenta ad un ritmo tale che pone la California molto in anticipo rispetto ai programmi

Il futuro della tecnologia pulita in California

Il Governatore Jerry Brown e i suoi sostenitori vogliono fare di più, molto di più. A gennaio Brown ha proposto di aumentare il target di energia rinnovabile della California (renewable power target) fino ad arrivare al 50% nel 2030, e la proposta è ora allo studio dal governo dello stato. Attualmente il target è al 33% entro il 2020 ma il volume di produzione di energia rinnovabile aumenta ad un ritmo tale da porre la California molto in anticipo rispetto ai programmi.

Il nuovo target sui rinnovabili non è solo raggiungibile ma produrrebbe risparmi di 51 miliardi di dollari l’anno per i residenti, secondo un’analisi della Strategen Consulting che “quantifica gli impatti economici e sociali” degli obiettivi proposti dal governatore. Non solo. Secondo l’analisi della Strategen, contenuta nel rapporto Impact Analysis: Governor Brown’s 2030 Energy Goals, esiste “una prova convincente che il programma del governatore sia economicamente solido, raggiungibile e positivo per l’ambiente”.

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Andrew Burger