Technology

Il bello dell’esplorazione

 By Eniday Staff

Le grandi scoperte esplorative non sono mai colpi di fortuna né il frutto di solisti di talento. Ci vuole metodo, competenza, intuizione, gioco di squadra, passione e tecnologia. Tutti fattori in cui Eni è prima della classe…

Con la parola “Esplorazione” s’intende l’attività finalizzata al ritrovamento di accumuli di idrocarburi. Queste attività consistono, in una prima fase, in rilievi geologici, geofisici e geochimici eseguiti in superficie o tramite aerei e satelliti. Questi rilievi indiretti consentono di localizzare la presenza di alcune potenziali trappole o di una singola trappola nel sottosuolo. Tuttavia è solo in una seconda fase, consistente nella perforazione di pozzi esplorativi, che si può stabilire se le trappole contengono accumuli commerciali di petrolio o di gas. All’esplorazione viene talora affidata anche l’esecuzione dei primi pozzi di sviluppo dei giacimenti.

Se questa è la definizione tecnica di “Esplorazione”, dovete sapere che le grandi scoperte esplorative non sono mai colpi di fortuna né il frutto di solisti di talento. Ci vuole metodo, competenza, intuizione, gioco di squadra, passione e tecnologia. Tutti fattori in cui Eni è prima della classe.

Guardate il video qui sotto. Spiega esattamente come si raccolgono, elaborano e interpretano i dati e le informazioni utili a trovare nuovi giacimenti di petrolio e gas. Perché si decide di esplorare un posto invece che un altro? Cos’è la tecnica dell’imaging sismico? A cosa serve un’aula 3D? Come funziona un super computer (ma davvero super) che elabora algoritmi sofisticati, trasforma i dati in immagini e simula i giacimenti di idrocarburi? Dalla combinazione di geofisica e informatica, “imaging sismico” e grandi competenze degli esploratori Eni, sono nate tutte le più recenti scoperte del Cane a sei zampe. Zohr nell’offshore egiziano, ma non solo…

Alla scoperta delle scoperte

Il dual exploration model

Il modello Upstream di Eni si basa proprio sulla forza della sua esplorazione, che offre una grande base di risorse a costi bassi, assicurando flessibilità nel breve termine e alimentando la crescita nel lungo. La strategia esplorativa è guidata dagli obiettivi di rapidità del “time to market” e dell’ottimizzazione dei costi nel convertire le scoperte in produzioni. Questo approccio garantisce uno sviluppo più rapido, che si sovrappone alle fasi esplorative, accelerando l’intero processo. Dal 2008, Eni ha scoperto 13 miliardi di barili di risorse, 2,5 volte il volume della produzione equity dello stesso periodo. Tutte le scoperte sono convenzionali e diffuse in circa 10 bacini diversi.

Circa ogni 3 anni l’azienda ha scoperto un giacimento “giant” o “supergiant” e il costo medio unitario di esplorazione è pari a 1,2 dollari al barile, pari al 20% del costo medio del settore. In questo senso il “dual exploration model” è un elemento strutturale della strategia Eni che consente di generare cassa in anticipo, valorizzando l’esplorazione e arrivando prima degli altri ad estrarre il first oil, ossia la prima goccia di idrocarburo estratta da un pozzo di produzione. Grazie a questa formula negli ultimi 4 anni l’azienda ha incassato 9 miliardi di dollari, un valore decisamente superiore rispetto ai costi di esplorazione sostenuti. Allo stesso tempo grazie a queste cessioni Eni ha ridotto gli investimenti e l’esposizione finanziaria.

Credit: The Visual Agency

#EniRecord

Eni ha avviato più di 30 nuove startup giungendo alla produzione con tempi inferiori rispetto all’industria: circa 4.5 anni dalla scoperta allo startup, rispetto a 8,5 anni della media del settore. Nel 2017, nonostante la previsione di un’ulteriore riduzione  degli investimenti, è attesa una produzione di 1840 kboed (un milione 840mila barili di olio equivalente), livello record per Eni.

I progetti Eni in Egitto, Congo e Angola sono ottimi esempi del modello operativo upstream. Il caso di Nooros mostra in modo chiaro i benefici dell’esplorazione “near field“, che ha permesso di avviare la produzione solo pochi mesi dopo la sua scoperta.

Credit: The Visual Agency

PER APPROFONDIRE:

Ascolta il podcast Alla scoperta di Zohr di Eniday staff

Leggi il reportage Il supercomputer tra nebbia e risaie di Marco Alfieri

Naviga il Longform interattivo #EniRecord

informazioni sull'autore
Eniday Staff