Technology

Futuro a idrogeno?

 By Mike Scott

Mike Scott racconta la corsa delle grandi case automobilistiche a produrre auto “green” e il confronto tra veicoli elettrici e a idrogeno, le tecnologie del futuro destinate a sostituire via via i motori a combustione interna che oggi alimentano i nostri veicoli…

(Cover foto tratta da www.popsci.com)

Nel mondo automotive siamo nel pieno della lotta tra idrogeno e batterie per sostituire i motori a combustione interna che alimentano tradizionalmente i nostri veicoli.

Se si guardano i volumi di vendita, i veicoli elettrici (VE) sono largamente in testa: nel 2015 sono stati venduti quasi mezzo milione di esemplari. Una piccolissima percentuale rispetto all’intero mercato degli autoveicoli, appena lo 0,6% del totale, ma con tassi di crescita anno su anno pari al 70 per cento. In teoria ogni casa automobilistica sta aumentando il numero di modelli VE che produce: migliorano le gamme e i prezzi scendono. Uno dei componenti chiave, le batterie agli ioni di litio, è 65% più economico rispetto al 2010, costando $350 per kWh.

Secondo Bloomberg New Energy Finance (BNEF), “i costi delle batterie dei VE dovrebbero scendere ben sotto $120 per kWh entro il 2030, per poi scendere ancora grazie allo sviluppo di nuovi componenti chimici”. Non solo. Per BNEF i VE saranno più economici delle auto con motori a combustione interna entro la metà del 2020, con vendite stimate a 41 milioni entro il 2040, quasi 90 volte la cifra del 2015 (462mila).

Le previsioni sulle vendite globali di auto a idrogeno

Rispetto ai veicoli elettrici, il numero complessivo di automobili a idrogeno che sono state vendute è invece vicino allo zero: la Toyota, leader di mercato, ne ha prodotte 700 lo scorso anno e ha in progetto di arrivare a 3.000 nel 2016. Gara segnata e vittoria dei VE, quindi?

Non corriamo. E’ indubbio che i veicoli ad idrogeno siano molto indietro rispetto ai VE in termini di infrastrutture e quote di mercato, ma ci sono segnali importanti per il prossimo futuro. Per prima cosa, il maggior produttore di auto al mondo, Toyota, sta investendo molto nello sviluppo di questa tecnologia con il suo modello Mirai. Seguito da altre grandi case automobilistiche, incluse Honda e Hyundai, che hanno cominciato a produrre auto ad idrogeno. Anche BMW e Audi dovrebbero unirsi alla partita. Ovviamente i primi modelli sono molto costosi ma hanno un vantaggio importante rispetto ai VE: la portata. Mentre la maggior parte delle auto elettriche oggi hanno un’autonomia di viaggio di circa 160 km, quelle a idrogeno possono arrivare a percorrerne 560 con un pieno, al pari delle vetture convenzionali. Possono essere rifornite in pochi minuti, diversamente dai VE per i quali ci vogliono molte ore (anche se delle unità di ricarica veloce possono caricarli all’80% in mezz’ora).

I recenti sviluppi inducono a pensare che i veicoli ad idrogeno potrebbero presto superare i veicoli a benzina o diesel in termini di portata: una Hyundai ix35 con celle a combustibile ha recentemente registrato il viaggio in assoluto più lungo percorrendo 9.810 km in sei giorni non stop lungo la M25, l’autostrada che gira intorno a Londra. Si è fermata solo per fare rifornimento e, nel corso di questa sfida, ha stabilito anche un secondo record: quello della più lunga distanza percorsa da un veicolo a celle di combustibile con un unico pieno di idrogeno: 640 km. Una distanza che supera di gran lunga l’attuale autonomia dei VE più performanti, come il modello S di Tesla (circa 435 km), e di molti veicoli a benzina.

Quanto alla tecnologia sia a batterie che e a idrogeno, l’energia usata inizialmente è prodotta perlopiù con carburanti fossili, ma nel tempo la diffusione di energie rinnovabili le trasformerà in forze di propulsione totalmente pulite. In ogni caso entrambe non producono emissioni dannose (le auto ad idrogeno emettono solo acqua), e questo aiuta a rendere fin da subito le città più pulite.

Il maggior ostacolo per i veicoli a idrogeno oggi sta piuttosto nella mancanza di infrastrutture di rifornimento, con solo 671 stazioni operative in tutto il mondo. Questa carenza esiste anche per i VE che però hanno il vantaggio che possono essere ricaricati ovunque ci sia disponibilità di un allacciamento elettrico, anche a casa o sul posto di lavoro.

Un ulteriore vantaggio dei VE sta nel fatto che l’energia contenuta nelle batterie può essere reinserita nella rete, dando alle automobili una seconda funzione: contribuire a soddisfare la domanda di energia. Le auto ad idrogeno sono più complesse ed è improbabile che abbiano presto questo vantaggio. Questo significa che, anche se il costo di entrambe le tecnologie dovesse scendere rapidamente, i VE avranno sempre qualcosa in più rispetto alle auto ad idrogeno perché potranno vendere oltre che comprare energia.

In ogni caso, la sfida tra queste due tecnologie rinnovabili è cominciata: aumenterà l’autonomia delle batterie (e diminuirà il tempo di ricarica) più velocemente di quanto cresceranno le stazioni di servizio per l’idrogeno? Chissà. Da questa risposta, dipende molto del futuro della nostra mobilità.

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Mike Scott