Technology About Gas

I gasdotti virtuali

 By Nicholas Newman
About gas

Gli oleodotti virtuali sono spedizioni di petrolio attraverso petroliere e chiatte oceaniche o in container via terra, ferrovia, strada. I gasdotti virtuali riforniscono con flessibilità mercati troppo piccoli per gli operatori standard del settore LNG o che, dal punto di vista geografico, sono troppo complessi per giustificare un investimento nella costruzione di un gasdotto… 

Di recente, le innovazioni nella tecnologia di liquefazione insieme alla riduzione dei costi hanno reso possibile il raffreddamento del gas naturale in gas naturale liquido. Il LNG può essere trasportato in sicurezza in quantità relativamente piccole e senza elevati rapporti di compressione. Di conseguenza oggi è possibile avere centrali termoelettriche di piccole dimensioni alimentate dal LNG rifornite con gasdotti virtuali che alimentano fabbriche, parchi industriali e miniere in aree remote. A livello regionale, i servizi di rifornimento possono accogliere consegne di LNG di grande dimensione da suddividere successivamente in quantità più piccole da distribuire ai clienti dell’intera regione.

Nord America

Paradossalmente, la più grande rete al mondo di distribuzione del gas, con 305.000 miglia di gasdotti interstatali e intrastatali, ha problemi di fornitura per i clienti che si trovano al di fuori delle aree servite dalla rete già esistente. Ciò rende necessario l’utilizzo di gasdotti virtuali. Ad esempio, le strozzature dei gasdotti interstatali che collegano il mercato del New England, hanno capacità di fornitura del gas di scisto, e di conseguenza i prezzi del gas per la loro consegna possono arrivare ad un picco di 25 dollari per milione di British Thermal Units (MBTU) rispetto a una media negli USA di 3,09/MMBtu. Per poter supplire ai limiti di capacità di trasporto e tenere sotto controllo i prezzi nel periodo invernale, un gasdotto virtuale composto da tre o quattro cisterne oceaniche di LNG riesce a portare a destinazione il gas dall’impianto di esportazione di Sabine Pass a quello di Everett Engie SA, nei pressi di Boston. Questo gas viene poi distribuito tramite autocisterne nelle piccole e grandi città del New England.

Gasdotti di LNG virtuali già operativi si trovano in Nord America, Europa e Australia

A nord del New England, i clienti industriali che richiedono una fornitura minima di 750.000 dollari di carbone o di olio combustibile per il riscaldamento e la produzione di energia di cartiere, prigioni, frullatori, birrifici e università privi di accesso alla rete di distribuzione del gas, ora possono farlo. La loro domanda viene attualmente soddisfatta da numerose società fra cui NG Advantage di Milton, Vermont e da Xpress Natural Gas di Boston. Queste società hanno creato sistemi di gasdotti virtuali per trasportare una notevole quantità di combustibili fossili e in modo economico a quei clienti che si trovano fuori dalle aree servite dai gasdotti tradizionali. Recentemente, l’Xpress Natural Gas di Boston ha iniziato a rifornire la Port Townsend Paper Corporation nello stato di Washington con gas naturale compresso (GNC) attraverso un gasdotto virtuale composto da circa 5 autocisterne di GNC al giorno. Ogni cisterna trasporta circa 355 milioni di piedi cubi standard (8,5 milioni di metri cubi) di gas. Il GNC viene prodotto con un processo simile a quello del LNG ma in questo caso la riduzione di volume del gas è pari a 200 volte. La Port Townsend Paper Corp, tramite l’utilizzo del GNC, prevede di ridurre le proprie emissioni di gas serra del 25% .

Altri esempi negli USA

Negli Stati Uniti, gli oleodotti virtuali, compresi i treni merci e le chiatte fluviali, trasportano il greggio dalle aree di estrazione di gas di scisto alle raffinerie lungo la costa est e giù nel Golfo del Messico. A questi si sono ora aggiunti treni merci e chiatte che hanno iniziato a trasportare LNG attraverso il continente e i suoi numerosi corsi di acqua. Ad esempio, l’Alaska Railways e la Florida East Coast Railroad (FECR) hanno iniziato la spedizione di LNG ai clienti in container intermodali. La FECR può spedire da due impianti LNG collegati alla rete ferroviaria di Titusville e Hialeah inviando contenitori cisterna per la consegna ad un porto della Florida che possa soddisfare al meglio le esigenze del cliente.

Gasdotti virtuali per LNG marittimo

La rivoluzione provocata dall’energia di scisto ha consentito una fortissima espansione delle forniture di gas e, con il recente completamento dell’impianto di liquefazione Sabine Pass in Louisiana, ha aperto nuove opportunità di mercato ai gestori di chiatte già operativi ampliando la circolazione costiera. Ad esempio, la compagnia di navigazione Totem Ocean Trailer Express (TOTE) gestisce oggi due navi container della classe Marlin alimentate con gas naturale liquefatto, le prime al mondo di questo tipo. Queste navi sono a servizio del commercio portoricano, operando fra Jacksonville e la Florida negli Stati Uniti così come San Juan a Portorico.

L’azienda “LNG America ha avviato un piano ambizioso che prevede una flotta di chiatte e terminali marittimi per la distribuzione del LNG ai clienti che si trovano lungo le acque  navigabili statunitensi, nonché a clienti offshore come le piattaforme petrolifere. La “LNG America” e Scandrill hanno firmato un accordo di marketing congiunto per la fornitura di LNG alle attività di perforazione di Scandrill nella regione costiera del Golfo. Tra le piattaforme di Scandrill ci sono otto unità a doppia alimentazione, di cui due utilizzano le tecnologie più innovative e d’avanguardia per garantire l’ottimizzazione del tasso di sostituzione del LNG /diesel portandolo fino al 60 per cento.

La spedizione di LNG in Alaska

L’oleodotto virtuale dell’Atlantico verso l’Europa

Il primo oleodotto virtuale attraverso l’Atlantico fu  inaugurato nel 2016. Il gas estratto dagli scisti del giacimento Marcellus nella Pennsylvania occidentale era stato trasportato tramite un gasdotto fino al terminal Marcus Hook nei pressi di Philadelphia per essere poi spedito in Norvegia e Scozia. Ineos, una società petrolchimica, aveva effettuato un investimento da 2 miliardi di dollari in terminali di importazione e strutture di stoccaggio destinati all’etano proveniente dagli USA per essere  inserito in “cracker” che convertono il gas in etilene, materia prima utilizzata nella produzione di una serie di manufatti in plastica. Otto navi cisterna di LNG, ciascuna in grado di trasportare 27.500 metri cubi di etano, formano un gasdotto virtuale che percorre 3.800 miglia di oceano Atlantico attraversando la Norvegia e altri 3.500 miglia fino a Grangemouth in Scozia. Ineos ha una fornitura garantita di materia prima e di combustibile proveniente dall’America a prezzi competitivi che le permette di compensare il calo di produzione del Mare del Nord.

In Europa

Come l’America, anche l’Europa ha un’ampia rete di gasdotti, anche se questa non raggiunge ancora tutti i potenziali clienti. Sono allo studio piani per ampliare l’utilizzo del gas anche alle zone attualmente non coperte dai gasdotti esistenti sfruttando l’ampia rete di vie d’acqua costiere, fiumi e canali nonché di strade e linee ferroviarie per le merci in modo da soddisfare le necessità di LNG dei piccoli consumatori. In Nord Europa, Skangass gestisce già una rete di gasdotti virtuali per LNG che serve le comunità dell’area costiera della Scandinavia. Fornisce inoltre servizi di bunkeraggio al sempre crescente numero di navi nel e intorno al Baltico per ottemperare alle sempre più rigorose normative ambientali.

Il Sud Europa si sta invece impegnando su un fronte parallelo con il programma UE denominato Poseidon Med che coinvolge Grecia, Cipro, Italia, Slovenia e Croazia. Questo programma ha l’intento di rifornire le centrali di piccole dimensioni e di fornire servizi di bunkeraggio al crescente numero di clienti marittimi del Mediterraneo.

Parimenti, il fiume Reno, l’arteria navigabile lunga 766 miglia che si getta nel Mare del Nord a Hoek van Holland, è al centro di grandi progetti di distribuzione di cargo di LNG di dimensioni relativamente contenute lungo i corsi d’acqua navigabili d’Europa tramite chiatte. VEKA DEEN sta già pianificando di gestire una chiatta da trasporto nei corsi d’acqua navigabili lunga 125 metri progettata per trasportare volumi da 2.250 a 3.000 metri cubi di LNG. Il cargo soddisferà la domanda del crescente numero di terminali LNG di piccola scala e impianti di  bunkeraggio in costruzione o che saranno realizzati lungo il fiume Reno. Tali sviluppi richiederanno l’operatività di un gasdotto virtuale su chiatte su e giù per il fiume.

Le chiatte di nuova generazione

Ugualmente i principali porti canale e hub di ricevimento merci del Mare del Nord come il terminal Gate di Rotterdam e il terminal LNG di Zeebrugger stanno sviluppando degli impianti per caricare LNG su gomma, per ferrovia e chiatte cisterna virtuali per la successiva trasmissione a clienti che si trovano lungo le coste e i corsi d’acqua d’Europa.

Nel mese di maggio 2016 l’Ente Federale delle Ferrovie Tedesche (German Federal Railway Authority) ha dato la propria approvazione al primo vagone cisterna per LNG da utilizzarsi da parte delle ferrovie europee. La capacità di trasporto dei vagoni cisterna ferroviari va da 22 metri cubi a 122 metri cubi. Ciò ha consentito a Skangass di firmare un accordo per il leasing di  20 vagoni merci per LNG  forniti dall’operatore tedesco di logistica VTG Aktiengesellschaft, che consentiranno di trasportare circa 1.500 metri cubi di LNG, pari a 30 autocarri autostradali. Fra i potenziali mercati vi sono gli operatori di flotte di camion o di autobus alimentati a LNG, oltre alle fabbriche a uso intensivo di energia che intendono generare direttamente il calore e l’energia di cui necessitano.

Australia

In Australia, Mobile LNG (MLNG) e SUB161 stanno impiantando una rete di gasdotti LNG virtuali per servire i clienti non collegati alla rete gas, comprese diverse comunità ubicate in luoghi remoti, e utenti come miniere, ferrovie, autobus, autocarri e centrali energetiche. Per esempio, MLNG sta progettando la costruzione di un sistema di distribuzione con gasdotti virtuali da $1 miliardo tramite cisterne di LNG ISO intermodali forniti su gomma, per ferrovia o nave da quattro hub LNG. I serbatoi ISO da 22.000- o 44.000 litri possono erogare in base alle esigenze dei clienti per quantità e frequenza.

Ciascun hub dispone di impianti di produzione, distribuzione, rifornimento e rigassificazione per LNG. Per l’hub Darwin si prevede un costo pari ad almeno $250 milioni, e una capacità produttiva prevista di 400 tonnellate al giorno di LNG. La miniera Solomon  gestita dal Fortescue Metals Group sta acquistando energia dalla centrale alimentata a LNG da 125 megawatt. Secondo quanto riferito da Mobile LNG, sostituire il LNG al diesel potrà ridurre la spesa all’importazione di AUS$636 milioni all’anno, e le emissioni di gas effetto serra di 500.000 tonnellate.

Le best practice australiane

Nel resto del mondo 

L’eccesso di disponibilità di LNG e la conseguente caduta dei prezzi ha spinto molti paesi troppo piccoli per investire in costosi impianti di gassificazione a considerare l’acquisto di LNG e passare al gas. Nei Caraibi, la Giamaica e Trinidad hanno approntato piani per la realizzazione di hub per rifornire le piccole comunità industriali della regione. Anche EDF ha iniziato a pianificare il passaggio al gas delle proprie centrali in Martinica e Guadalupa. Per questo progetto saranno necessari 2 impianti di stoccaggio galleggiante e rigassificazione (FSRU) di media grandezza da 25.000 metri cubi (FSRU), e metaniere dedicate da 25.000 metri cubi. Le centrali dell’isola saranno servite da piccoli impianti galleggianti di rigassificazione offshore. Nell’Asia Sudorientale e in Sud Africa, gli acquisti di LNG sono sotto attento scrutinio dovuto alle opportunità offerte dai gasdotti virtuali.

I gasdotti virtuali consentono insomma ai clienti non collegati di accedere alla rete gas e offrono la flessibilità di integrare il picco di domanda per le reti di gasdotti remote. Questi vantaggi costituiscono la base per un nuovo periodo di espansione in tutto il mondo.

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