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Gela e la riconversione industriale

 By Gabriella Galloro

La parola chiave per il rilancio di Gela è “Green Refinery”, perché il rilancio del territorio e di uno storico sito industriale passa dalla riconversione…

L’ultimo decennio per la raffinazione è stato un periodo critico, determinato da un lato dalla competizione delle raffinerie in Asia e Medio-Oriente e il crollo dei margini di raffinazione, dall’altro dalle direttive del Parlamento Europeo sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili congiuntamente ai risparmi energetici e al contrasto del cambiamento climatico, in rispetto del protocollo di Kyoto, che hanno dato forte impulso verso la produzione di biocarburanti. La soluzione più semplice è stata per molti chiudere i battenti. Non per Eni che in Italia ha deciso di scommettere sulla riconversione di questi siti industriali tradizionali in impianti di raffinazione “green”. Il primo impianto a essere trasformato è stato quello di Venezia (primo esempio al mondo), poi l’annuncio della riconversione di Gela, a seguito del Protocollo d’Intesa siglato a novembre 2014 tra Eni, il Ministero dello sviluppo economico, le organizzazioni sindacali, la Regione Sicilia, l’Amministrazione Comunale di Gela, le istituzioni e Confindustria.
Con una capacità di lavorazione di circa 750.000 tonnellate per anno e una produzione di 530.000 tonnellate per anno di green diesel, green nafta e green GPL, il progetto Green Refinery di Gela costituisce il secondo esempio al mondo di riconversione, attraverso la tecnologia proprietaria Ecofining™ sviluppata a partire dal 2005 grazie alla partnership con l’azienda americana Honeywell UOP. Questa tecnologia, basata sull’idrogenazione completa degli oli di origine vegetale, consente ampia flessibilità rispetto alle cariche biologiche da utilizzare come materia prima. Esse possono essere costituite da biomasse oleose di vario tipo come gli oli vegetali, ma anche da cariche di seconda generazione (a esempio grassi animali, oli esausti di cottura) e “advanced” (come oli da alghe e rifiuti, materiale lignocellulosico, ecc.). Il prodotto finito principale ottenuto è un green diesel di elevata qualità.

La bioraffineria di Gela, che entrerà in esercizio fra pochi mesi con le prime produzioni di biocarburanti dalla lavorazione di olio di palma raffinato, riuscirà a rispondere anche alla più recente e stringente Direttiva Europea che prevede, a partire dal 2018 per impianti entrati in funzione da ottobre 2015, la riduzione delle emissioni di gas serra del 60% su tutta la filiera. Grazie all’installazione di un impianto di pretrattamento delle biomasse, Gela sarà anche tra le poche raffinerie al mondo in grado di trattare fino al 100% della propria capacità di lavorazione materie prime di seconda generazione derivanti da scarti della produzione alimentare, quali olii usati (per esempio in cucina), grassi animali e sottoprodotti legati alla lavorazione dell’olio di palma (su questi ultimi Eni si è dotata di una stringente procedura per garantire i più elevati standard di sostenibilità nell’approvvigionamento della materia prima).
Ciò permetterà di raggiungere elevatissimi standard di sostenibilità riducendo in maniera significativa i costi per la comunità e gli impatti sull’ambiente derivanti dallo smaltimento dei prodotti di risulta.
Oltre ai benefici in termini ambientali, l’intervento di riconversione degli impianti esistenti consentirà di riqualificare il sito industriale, con ricadute positive sull’indotto locale sia nella fase di realizzazione sia di esercizio.

Ma l’innovazione nel polo di Gela, non termina certo con la trasformazione Green della Raffineria. Già altri progetti sono in cantiere, come l’impianto pilota che verrà realizzato da Syndial all’interno della Raffineria per sperimentare la tecnologia di proprietà Eni denominata Waste to Oil, per la produzione di bio-olio dalla frazione organica dei rifiuti urbani prodotti nell’area di Gela, o l’impianto a «specchi» a concentrazione solare di nuova concezione, tecnologia sviluppata da Eni in collaborazione con il MIT e il Politecnico di Milano, la cui installazione è prevista in avvio entro fine anno presso il Nuovo Centro Oli di Gela.
Alle iniziative sull’area di Gela si aggiungono altri progetti sul territorio quali l’impianto pilota “fotobioreattore” realizzato presso il centro oli EniMed di Ragusa finalizzato alla produzione di bio-olio grazie a micro-alghe che sequestrano la CO2 estratta insieme agli idrocarburi.
Tanti progetti di sviluppo industriale per il territorio, che presto torneremo a raccontarvi.

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informazioni sull'autore
Gabriella Galloro
Vivo in un mondo di colore, tra fantasy e fantascienza, con un occhio alla realtà. E lavoro nella Media Production Eni.