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Splende il sole sopra l’HPC4

 By Eniday Staff

Spesso quando si è bambini si pensa che quando un giocattolo di rompe si debba buttarlo… poi si comincia a familiarizzare con il concetto che qualsiasi cosa può diventare altro e che qualsiasi cosa nata per uno scopo può essere riutilizzato. E un giorno si scopre che anche uno scarto può diventare un valore…

E quello che nasce come esperimento da bambini, poi viene riscoperto da adulti… come la coperta della nonna fatta in stile patchwork con tutti i ritagli di vecchi vestiti e in cui ogni rettangolo porta con sé un ricordo, o il più moderno stile shabby chic in cui si recuperano vecchi mobili.
È proprio da questa idea di recupero di qualcosa di non più utilizzabile che Eni dà vita al Progetto Italia, volto a valorizzare le aree industriali del Gruppo, a oggi non più utilizzabili o di scarso interesse economico.
Il progetto, che mira a investire nel territorio italiano e creare occupazione, prevede la realizzazione di impianti di generazione da fonte rinnovabile nelle aree industriali del Gruppo.
La Direzione Energy Solution (per gli amici DES) è al lavoro e il primo impianto fotovoltaico è già stato realizzato. A Ferrera Erbognone, vicino all’ormai famoso Green Data Center, è stato costruito un impianto fotovoltaico con una potenza di picco di 1 MW. L’impianto a inseguimento solare permette di esporre meglio i pannelli solari nell’arco di tutta la giornata al costo di un basso dispendio di energia per farli ruotare. In definitiva ci troviamo di fronte a un campo di girasoli meccanico. L’energia prodotta dai 2968 moduli fotovoltaici, distribuiti su 106 stringhe, viene interamente consumata sul posto ed è destinata a compensare parzialmente il consumo elettrico di HPC4.

Che cosa rende il Green Data Center tanto efficiente?

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