Technology

Il futuro del Diesel

 By Gabriella Galloro

La Germania, dopo Paesi Bassi e Norvegia, ha compiuto il primo passo per mettere al bando le auto benzina e Diesel mentre nel 2015, la pianura padana, è stata tra le zone europee più inquinate. Ad aggravare la situazione l’alta densità di traffico e caratteristiche atmosferiche particolari. Per analizzare la situazione e individuare possibili soluzioni Eni, in collaborazione con Rie – Ricerche industriali ed energetiche e con il patrocinio del Comune di Milano, ha organizzato il workshop “Qualità dell’aria nei centri urbani, nuovi carburanti, azioni possibili”…

La Valle Padana nel 2015 è risultata tra le zone europee più critiche per il superamento dei limiti di particolato. Tra le cause principali l’alta densità di traffico e le caratteristiche atmosferiche particolari. La Pianura Padana, infatti, può essere considerata una sorta di catino, dove le Alpi fanno da barriera al vento, alleato chiave per l’aria pulita, e le piogge, al netto dei recenti casi eccezionali, non sono abbondantissime.

Per analizzare la situazione alla Fondazione Eni Enrico Mattei si è tenuto un convegno dal titolo “Qualità dell’aria nei centri urbani, nuovi carburanti, azioni possibili”, promosso da Eni in collaborazione con il Rie – Ricerche industriali ed energetiche e con il patrocinio del Comune di Milano.

Se motori ibridi più efficienti sono la risposta dell’industria automobilistica, combustibili riformulati e a minore impatto ambientale sono la soluzione del mondo della raffinazione, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con una crisi strutturale europea. Le cause sono state molteplici: dall’eccesso di capacità all’accresciuta concorrenza internazionale, oltre che i sempre più stringenti vincoli ambientali fissati dall’Unione relativi sia ai processi di raffinazione, sia alla qualità dei prodotti finiti.

LEGGI ANCHE: Dove nasce il green diesel di Francesca Chemollo

FormatFactoryDSC07259

La risposta viene dall’innovazione tecnologica e per Eni nella riconversione di due raffinerie (Venezia nel 2014 mentre Gela è in cantiere), in bioraffinerie. Grazie alla tecnologia EcofiningTM , sviluppata dal 2006 nei laboratori di San Donato Milanese, in collaborazione con Honeywell UOP, la bioraffineria Eni di Venezia produce dal maggio 2014 il componente che ha permesso la commercializzazione, dal gennaio scorso, del nuovo Eni Diesel+. Questo carburante ha il maggiore contenuto di componente biologica e rinnovabile (15%) e il suo utilizzo ha evidenziato una notevole riduzioni delle emissioni.

Giuseppe Ricci, Eni Chief Refining & Marketing Officer
Giacomo Rispoli, Direttore Portfolio Management & Supply and Licensing Eni, racconta invece come Eni sta affrontando il tema della riduzione delle emissioni

Con la conversione di due raffinerie tradizionali in bioraffinerie, Eni ha utilizzato la rapida evoluzione di contesto normativo come leva strategica per “allargare” i confini del business downstream, attraverso la promozione di cultura e progetti di innovazione.

E se l’utilizzo di Eni Diesel+ non rappresenta la soluzione definitiva al problema della qualità dell’aria nella Valle Padana, può sicuramente contribuire, con utilizzo sia sui mezzi privati che pubblici, alla riduzione delle emissioni veicolari e quindi al miglioramento della qualità dell’aria.

informazioni sull'autore
Gabriella Galloro
Vivo in un mondo di colore, tra fantasy e fantascienza, con un occhio alla realtà. E lavoro nella Media Production Eni.