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Nella mente di CRESCO6

 By Luca Longo

Guardare nella stessa direzione, unendo le proprie conoscenze e competenze: Eni ed Enea, due realtà significative nel settore energetico, puntano sulla ricerca e lo sviluppo di supercalcolatori per dare nuovo impulso al sistema economico italiano a livello nazionale ed internazionale, con macchine più sostenibili ed efficienti in termini energetici…

Dopo HPC4, il “giant computer a 6 zampe” che, creato e sviluppato da Eni presso il Green Data Center di Ferrara Erbognone, funziona su un sistema di algoritmi estremamente avanzato e complesso, con una performance di picco pari a 18,6 PetaFlop/s, al Centro Ricerche ENEA di Napoli Portici è arrivato CRESCO6, un nuovo supercalcolatore, in grado di aumentare ulteriormente la potenza di calcolo dei suoi predecessori, offrendo un significativo slancio alla ricerca italiana sull’energia.

Crescendo in potenza…

Con una potenza di calcolo pari a 700 TeraFlop/s, CRESCO6 si affianca ai supercalcolatori CRESCO5 (100 TeraFlop/s) e CRESCO4 (25 TeraFlop/s) consentendo a Enea di mettere in linea un sistema di calcolo da oltre 800 TeraFlop/s complessivi, in grado di soddisfare esigenze di elevata scalabilità nel calcolo parallelo.

Un marchio interamente “made in Italy”

Il nuovo supercomputer tricolore nasce dalla sinergia prodotta dalla partnership di ENEA con CINECA, Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale di cui fanno parte 67 Università italiane, 9 Enti di Ricerca Nazionali, il Policlinico Umberto I di Roma e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
CRESCO6 sarà poi applicato anche ad attività di supporto per la Ricerca e Sviluppo negli altri settori istituzionali di ENEA e nell’ambito delle collaborazioni tra enti nazionali ed internazionali e con il sistema produttivo italiano.

CRESCO6
CRESCO6 in fase di installazione (cresco.enea.it)

A partire dall’imaging sismico, alla modellazione numerica dell’ingegneria di giacimento, dove Eni tra l’altro, gioca a livello mondiale il ruolo di key player, spaziando dalla fisica dei reattori a fusione, attualmente in fase di studio da parte del consorzio Commonwealth Fusion Systems e a cui partecipano Eni e il Massachusetts Institute of Technology (MIT) parallelamente alla sfida scientifica che EuroFusion sta portando avanti insieme con il coinvolgimento di ENEA.
Un’indagine condotta da Fujitsu, principale società giapponese di ICT, individua nella collaborazione trasversale, una delle componenti chiave per il successo dei progetti innovativi intrapresi dalle aziende, in un percorso comune dove la rapida diffusione della digitalizzazione nel panorama energetico, apre nuove frontiere ad una progressiva identificazione di nuove fonti di energia. Nel campo della ricerca scientifica italiana, questa strategia è già evidente e si conferma come una delle più avanzate realtà a livello globale.

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informazioni sull'autore
Luca Longo
Chimico industriale specializzato in chimica teorica. Si occupa di calcolo scientifico da 30 anni. Lavora nella ricerca di nuove tecnologie per l’energia. In tutto quello che fa, ama andare fino in fondo.