Technology Economia circolare

Questo imballo si autodistruggerà

 By Paola Arpino
Economia circolare

“Salviamo i mari!” è l’SOS che ci arriva forte e chiaro da Peter Thomson, ambasciatore delle Fiji, isole paradisiache situate nel cuore dell’Oceano Pacifico, divenuto nel 2017 inviato speciale incaricato dall’Onu, per salvaguardare l’Oceano dall’invasione dei rifiuti…

“È importante che ognuno di noi cambi atteggiamento nei confronti della plastica. Lo slogan dovrebbe essere per tutti: rifiuta, riusa, riduci” è l’appello con cui Thomson ci esorta a reagire contro l’incondizionato uso quotidiano della plastica. Siamo pronti a coglierlo? Volere è potere, direbbe una vecchia citazione.

In diretta da Helsinky

È su queste premesse, che due giovani biochimiche finlandesi, Suvi Haimi e Laura Kyllönen hanno accantonato la loro promettente carriera nell’ambito accademico per dedicarsi a un progetto ambizioso: mettere a frutto le loro competenze per il benessere del pianeta, ispirandosi al loro luogo di provenienza, ricco di foreste.

È infatti da un composto di scarti di legno e altri additivi naturali che è nato Sulapac, un innovativo materiale da imballaggio, privo di plastica, biodegradabile al 100%, capace di “sparire” nel giro di tre settimane se messo in un compost, sciogliersi in meno di un anno in ambiente marino, e inutilizzabile nel giro di tre anni se lasciato su uno scaffale di casa.
Come spiegano le due donne, divenute CEO & Co-Founder della startup Sulapac, l’idea è nata osservando i numerosi cofanetti di creme e cosmetici nel loro bagno. Questi prodotti hanno da sempre contribuito all’inquinamento ambientale per le microplastiche contenute nei cosmetici e per le confezioni non riciclabili.

Chanel cambia pelle

La strategia di Sulapac punta a cambiare l’approccio dei grandi marchi verso il packaging con prodotti che combinano lusso, sostenibilità e design e attualmente è concentrata sui prodotti cosmetici e di lusso.
Chanel è il primo grande marchio che ha scelto Sulapac per diventare più sostenibile senza rinunciare all’eleganza del design delle proprie confezioni.

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"Green" è il nuovo modo di concepire il lusso: Chanel investe in Sulapac (globalcosmeticsnews)

”Abbiamo fissato standard di altissima qualità per il nostro materiale sostenibile” – si legge sul loro sito internet –  “con l’ambizione di sostituire la plastica, e siamo molto lieti di dare il benvenuto a Chanel, un marchio leader che rappresenta il segmento di lusso più esigente, tra i nostri investitori. Chanel è sicuramente uno dei precursori nel segmento del lusso, in quanto vuole investire sulle ultime innovazioni tecnologiche e sui materiali sostenibili. La nostra missione di salvare questo mondo dai rifiuti in plastica è appena diventata un grande passo avanti!”.
Tra i maggiori vantaggi di Sulapac, la possibilità di impiegare il suo materiale nelle stesse macchine che vengono utilizzate per l’estrusione delle plastiche convenzionali, evitando alle aziende ulteriori investimenti di capitale.

Green Alley Award 2017

Sulapac è un esempio di economia circolare: già dalla sua produzione, il prodotto è stato ideato per avere vita breve e per la facilità del proprio smaltimento in modalità sostenibile. Con queste proprietà, Sulapac si è candidata al Green Alley Award 2017, prestigiosa competizione a livello europeo, per startup che abbracciano i principi fondamentali dell’economia circolare, vincendo il primo premio, oltre ad ottenere una lunga serie di riconoscimenti e premi annessi.

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La startup finlandese di imballaggi sostenibili vince il premio per l'economia circolare. Nella foto le fondatrici Laura Kyllönen a sinistra e Suvi Haimi a destra (Green Alley)

Un sodalizio ecologico

Ma Sulapac non si ferma al packaging di lusso e dei cosmetici… Il loro piano di espansione prevede la collaborazione con aziende che condividano gli stessi valori sostenibili e che intendono essere precursori di questo nuovo mercato.
La sostituzione delle tradizionali cannucce di plastica con cannucce “alternative” è un’altra delle idee a cui Sulapac ha pensato per combattere l’inquinamento da plastiche. Nasce così la partnership con Stora Enso per la produzione di cannucce rinnovabili, realizzate con lo stesso materiale biocomposito utilizzato da Sulapac per l’imballaggio.
“Questo è un passo importante per Stora Enso e dimostra il nostro impegno a lungo termine per la graduale sostituzione dei materiali fossili con soluzioni rinnovabili. La nostra collaborazione con Sulapac è un grande esempio di ciò che possiamo ottenere attraverso la partnership in termini di innovazione per creare soluzioni sostenibili nell’ambito della bioeconomia“, afferma Annica Bresky, EVP, divisione Consumer Board.

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Le finlandesi Stora Enso e Sulapac propongono cannucce alternative a quelle di plastica. Le cannucce green saranno lanciate già nel secondo trimestre del 2019 (lattenews.it)

Uno sguardo ad altre soluzioni

Sono diverse le startup europee che stanno esplorando altri tipi di materiale sostenibile in questa fascia di mercato.
A Londra per esempio, Skipping Rock Labs, fondata quattro anni fa, ha creato un packaging in plastica commestibile a base di alghe marine. L’azienda, fondata da Pierre-Yves Paslier e Rodrigo Garica Gonzalez, ha iniziato con “capsule” d’acqua commestibili e quest’estate ha lanciato una linea di bustine di ketchup che sta sperimentando con 10 ristoranti da asporto londinesi e JustEat, il servizio di consegna del cibo, in vista del lancio commerciale.
Deliveroo, una delle più famose aziende di food delivery, ha recentemente annunciato una grande novità: presto abbraccerà l’eco packaging per abbandonare la plastica. L’azienda inglese ha reso nota la sua imminente collaborazione con più di 35.000 ristoranti nei 12 Paesi in cui è presente, offrendo loro un imballaggio ecosostenibile per il cibo da consegnare a domicilio. Inoltre, nella fase di consegna, sarà anche disponibile l’opzione “no posate”, si eviterà così la fornitura delle posate in plastica, con grande risparmio per l’ambiente.

L’appello finlandese

“A meno che tu non abbia vissuto su un altro pianeta, sai delle montagne di rifiuti plastici che intasano le discariche di tutto il mondo e che si insinuano nei fiumi e negli oceani. Il danno ambientale causato da questi rifiuti ha raggiunto un momento critico” è la riflessione a firma di Tim Bird nel suo articolo pubblicato su Finland.fi.
Nell’ottobre 2018, il Parlamento europeo ha approvato il divieto di un elenco di prodotti in plastica monouso, mentre un’altra serie di prodotti in plastica dovrebbe essere ridotta senza un divieto totale.
Il futuro presenta un grande potenziale per le aziende che vogliono concorrere nel grande circuito dell’economia circolare con alternative convincenti alla plastica, in quantità sufficienti e ad un prezzo accessibile. Il prossimo appuntamento potrebbe essere il Green Alley Award 2019, le iscrizioni sono aperte fino al 25 marzo.

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informazioni sull'autore
Paola Arpino
In viaggio con me stessa, attraverso Roma, Londra e Milano, nasco e mi riciclo accarezzando sempre un sogno…quello di scrivere.