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Energia dalle alghe

 By Nicholas Newman

Alcune ricerche al Pacific Northwest National Laboratory del DOE hanno scoperto un modo per trasformare una piccola mistura di alghe e acqua in petrolio greggio in meno di un’ora. Ecco come funziona questa tecnologia potenzialmente rivoluzionaria

In natura sono necessari milioni di anni per convertire le alghe in quello che conosciamo come petrolio greggio. Dalla fine degli anni ’70, tuttavia, scienziati che lavorano per il Dipartimento Statunitense per l’Energia (DOE), si sono concentrati su nuovi meccanismi di trasformazione delle alghe in greggio ad un prezzo competitivo. La loro ricerca ha sviluppato un processo che, attraverso alte pressioni e temperature, replica le condizioni che in origine trasformarono dei fitoelementi preistorici in carburante fossile nelle profondità della terra.

Fino ad ora queste procedure si sono rivelate molto lunghe e costose, ma negli anni recenti gli scienziati hanno continuato a sviluppare tecniche più rapide ad un costo più contenuto. Nel 2013 alcune ricerche al Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) del DOE hanno scoperto un modo per trasformare una piccola mistura di alghe e acqua in una specie di petrolio greggio in meno di un’ora. Questo rivoluzionario processo, che replica la trasformazione di Madre Natura delle alghe in petrolio greggio, e il biocarburante che produce, sarà, a loro avviso, competitiva come costi in un futuro non molto lontano.

Il team del PNNL ha sviluppato un processo continuo che ha inizio con alghe umide e acqua e sottopone l’intera mistura ad alte pressioni e temperature in un gigantesco fornello, in questo caso a 350°C (662°F) e 3000 psi. Durante i test il processo ha prodotto tra il 50% e il 70% di conversione del contenuto di carbonio delle alghe in carburante, che può essere ulteriormente raffinato per ottenere carburante per l’aviazione, carburante generico o diesel. Uno stuolo di bio prodotti ottenibili nel procedimento può essere riutilizzato nel ciclo successivo, creando così un processo ampiamente autosostenibile. Per esempio, l’acqua pura che ne deriva si è rivelata ideale per coltivare nuove alghe, mentre il gas di scarico viene usato per generare elettricità e fertilizzanti come nitrati, fosforo e potassio, che possono essere riciclati per favorire la crescita di nuove alghe.

 

Il biocarburante derivato dalle alghe può essere una nuova frontiera dell’energia?

Dalle alghe al greggio in meno di un'ora

Ci sono svariati consorzi nel mondo che stanno facendo ricerche sul modo di trasformare questo processo di laboratorio in un procedimento pienamente riproponibile su larga scala commerciale e competitiva. Nel 2012 un impianto commerciale pilota è stato costruito usando una tecnologia austriaca SEE Algae Technology (SAT) per Grupo JB, un produttore brasiliano leader nella produzione di etanolo. Da quando è divenuto operativo, nel 2013, questo impianto da 9.81 milioni di dollari sta convertendo alghe in biodiesel, prodotti biochimici e mangime per animali. Gli addetti all’impianto stimano che abbia una capacità produttiva di 1.2 milioni di litri (317.000 galloni) di biodiesel all’anno a un costo di 0.40/0.50 dollari al litro (circa un quarto di gallone).

Una ricerca al momento in corso negli Stati Uniti sta cercando modi per rendere questo processo commercialmente praticabile. Nel luglio del 2015 il DOE ha devoluto un fondo di 9 milioni di dollari ad un consorzio di organizzazioni, che include la Genifuel Corporatio, la Colorado School of Mines, il Los Alamos National Laboratory e le Reliance Industries, fra gli altri, per condurre ulteriori ricerche nel campo della produzione di bio prodotti e bio carburanti validi dalle alghe.

 

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