Technology

Tecnologia e ricerca al REM 2018

 By Luca Longo

“L’investimento di Eni in HPC4 – il più veloce supercomputer non governativo al mondo e uno dei più veloci in assoluto – rappresenta l’esempio cardine dell’evoluzione verso l’industria 4.0”. Così Innocenzio Titone, chairman di REM 2018, apre Renewable Energy Mediterranean Conference & Exhibition di Ravenna…

La quarta rivoluzione industriale è il tema guida di REM 2018. Questa si articola in tre temi: smart production, smart services e smart energy. Le attività della compagnia del cane a sei zampe si incardinano in ciascuna di queste tematiche.
La trasformazione digitale di Eni è, infatti, un cammino che parte da lontano, molto prima che si cominciasse a parlare di ‘big data’ come fonte di vantaggio competitivo.
Eni ha reso più efficiente la produzione di idrocarburi grazie a sistemi avanzati per l’elaborazione di informazioni per l’individuazione di nuovi giacimenti. Con HPC4 i programmi di calcolo combinano gli algoritmi di imaging sismico più sofisticati con le più moderne tecniche di programmazione.
L’impatto ambientale di questa digitalizzazione nella esplorazione di idrocarburi è portato al minimo grazie al Green Data Center, l’infrastruttura che ospita HPC4 e che permette una elevata efficienza energetica.
Qui è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico del Progetto Italia con la potenza di 1 MW che soddisfa parte del fabbisogno energetico di HPC4.

Industria 4.0 per una transizione energetica sostenibile - #REM2018

La tecnologia solare è uno dei grandi temi della ricerca applicata alla Building Integrated PhotoVoltaics (BIPV): al Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’ambiente si sviluppano i progetti sul fotovoltaico organico avanzato, l’Advanced Organic PhotoVoltaics (OPV), per realizzare pannelli solari che utilizzano polimeri organici al posto del silicio, a costo inferiore e con la possibilità di estendere i campi di applicazione dove leggerezza, flessibilità e trasportabilità risultano fattori decisivi.
La ricerca sul solare, inoltre, ha permesso a Eni di produrre energia anche da superfici che rimangono trasparenti, come le finestre. Sempre al centro ricerche di Novara è nata infatti la tecnologia LSC, Luminescent Solar Concentrators: lastre trasparenti e colorate che assorbono una parte della luce solare e la riemettono a lunghezza d’onda maggiore. La luce è indirizzata verso i bordi dove piccole celle fotovoltaiche trasformano la radiazione ricevuta in energia elettrica.

Costantino Chessa, Digital Trasformation Program Director, ha presentato la nuova visione di Eni nell’ambito di Industria 4.0: “Gli oltre 150 progetti di digitalizzazione che stiamo conducendo porteranno i dati ad essere un asset strategico di Eni, insieme alle nostre persone. La novità oggi è che le nuove tecnologie digitali offrono opportunità fino a poco tempo fa impensabili.”
Ma non si tratta solamente di una sfida tecnologica, ma di una vera e propria trasformazione che in Eni si gioca sull’integrazione tra le persone, le loro competenze, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalla capacità di calcolo.
È un processo che renderà Eni ancora più integrata e moderna, sempre più capace di unire le competenze digitali emergenti con le competenze tecniche tradizionali del settore energetico, aperta all’innovazione ed a collaborazioni con start up e sempre più attraente nei confronti dei giovani talenti.
HPC4, insieme alla ricerca Eni sulle energie rinnovabili in particolare OPV e LSC, sono anche i protagonisti dello stand Eni nella sezione Exhibition di REM.

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informazioni sull'autore
Luca Longo
Chimico industriale specializzato in chimica teorica. Si occupa di calcolo scientifico da 30 anni. Lavora nella ricerca di nuove tecnologie per l’energia. In tutto quello che fa, ama andare fino in fondo.